Nick Nolte, un duro dal cuore tenero

24 Gennaio 2013


Sguardo glaciale, impassibile, che non ammette repliche; modi bruschi e diretti, sottolineati da un linguaggio che non ha remore a farsi colorito. Sia che interpreti film d’azione, sia che abbia a che fare con la commedia, Nick Nolte resta uno dei duri di Hollywood. Ma scavando sotto la scorza dell’attore tutto d’un pezzo ecco emergere l’ironia e il savoir faire di un professionista dallo stile unico e inimitabile. Ospite di una nuova puntata di Movie Talk.

Imbeccato dalle pungenti domande di Peter Bart, per anni direttore di “Variety”, Nick Nolte svela in una imperdibile intervista aneddoti e curiosità, portando il pubblico di Sky Arte HD dietro le quinte di alcuni dei titoli più amati di Hollywood. Da “Cape Fear” a “Hotel Rwanda”, passando per la lavorazione della recentissima mini-serie “Luck”: il catalogo dei film di Nolte è ricchissimo. Anche di piccoli segreti: tutti da svelare.

Non era affatto convinto di accettare quella parte, considerata troppo poco profonda e intensa per le sue doti di interprete: e a fronte delle insistenze del regista non si è fatto problemi ad alzare la voce e a scagliare il copione contro i produttori, esausti per un corteggiamento estenuante. Questo il Nick Nolte che, suo malgrado, finisce nel 1977 per recitare in “Abissi”: primo successo di una carriera in costante ascesa.

Certificata dallo straordinario successo de “L’olio di Lorenzo”, in cui Nolte interpreta il ruolo struggente di un padre che si impegna anima e corpo per trovare una cura alla gravissima malattia del figlio. Una parte di rara intensità, che lo ha visto al fianco di Susan Sarandon: preziosa “seconda scelta” arrivata dopo il rifiuto di Michelle Pfeiffer, troppo sensibile per lavorare in un film tanto difficile. Per Nick Nolte, invece, nessun tentennamento. Come si conviene a un vero duro.