La notte è grunge, con i Nirvana

4 Settembre 2015

Kurt Cobain of Nirvana during the taping of MTV Unplugged at Sony Studios in New York City, 11/18/93

Esistono album che hanno fatto epoca e band che li hanno resi celebri. Esistono poi gruppi musicali in grado di influenzare a tal punto la nascita e il successo di un genere da diventare parte integrante della sua storia. I Nirvana sono – e continuano ad essere – questo per il grunge. Nato a Seattle dalla confluenza di anime heavy metal, punk rock e hard core, il grunge ha trovato nel gruppo capitanato dal leggendario Kurt Cobain il portavoce più adatto. Domenica 6 settembre, Sky Arte HD intitolerà alla straordinaria band un imperdibile approfondimento, ripercorrendone l’ascesa e le travagliate vicende del suo leader.

La serata in onore della band statunitense si aprirà con il ricordo del loro Classic Album per definizione: se i Nirvana sono “la” band grunge per eccellenza, allora Nevermind – pubblicato nel 1991 – è “il” disco grunge per antonomasia. A raccontarci com’è nata questa pietra miliare del genere saranno alcuni degli stessi membri della band – il bassista Krist Novoselic e Dave Grohl, che all’epoca era alla batteria – e il produttore Butch Vig. Oltre a svelare i retroscena dell’album che solo negli USA ha venduto 8 milioni di copie, le testimonianze esclusive forniranno un vivido ricordo del genio di Kurt Cobain, ancora rimpianto dai fan di tutto il mondo a oltre vent’anni dalla sua tragica scomparsa.

Proprio all’apice del successo raggiunto dai Nirvana, il leader del gruppo si è trovato a dover impersonare il ruolo di “voce” della sua generazione. Ma Kurt Cobain, afflitto dalla depressione e dalla tossicodipendenza, nel grunge aveva trovato uno sfogo per la sua rabbia e le sue domande inespresse: come poteva, da un giorno all’altro, essere lui l’uomo a cui i più giovani guardavano per avere delle risposte?
Il film Kurt Cobain – All Apologies ricostruisce la storia – umana, prima che artistica – di colui che ha dato inizio e messo la parola “fine” a un movimento internazionale, rimasto orfano, in quel 5 aprile 1994, del suo più grande simbolo e interprete.

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