Omaggio a L’Aquila. Città (in)visibile

19 Giugno 2013


Città della memoria e città del desiderio. Città invivibile dopo il terremoto che nel 2009 ne ha devastato il centro storico; e da quel giorno, in senso drammaticamente letterale, città invisibile. Condannata a un recupero del proprio splendore rallentato fino all’esasperazione, gravata dalla sintesi dei peggiori atavici mali del nostro Paese. L’Aquila è spettrale cornice di una nuova puntata di Bookshow, la serie che fa delle più belle città italiane un autentico teatro a cielo aperto.

Ad aggirarsi per le vie del centro è Alessandro Preziosi, che alla carriera di attore affianca il ruolo di direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo. Un incarico che lo lega a doppio filo con L’Aquila, località omaggiata dalla lettura di grandi classici della letteratura di sempre. Ci sono le visioni oniriche de Le città invisibili  di Italo Calvino, utopia che traduce in vivide immagini i più affascinanti luoghi della mente. Ma non solo.

C’è la Napoliraccontata da Anna Maria Ortese: la città natale di Preziosi diventa simbolo di amore viscerale per la propria terra, struggente attaccamento alle origini. E ci sono le Confessioni  di Sant’Agostino, che a distanza di oltre un millennio e mezzo dalla loro composizione restano delicatissima e attuale meditazione sull’interiorità, sul senso della vita e il fine ultimo dell’uomo.

L’Aquila rinasce con orgogliosa e tenace fatica. Lo fa con piccoli grandi gesti di coraggio: come quello di Giovanni, Roberto e Alessandro, che in un centro storico ancora semideserto hanno riaperto la storica Libreria Colacchi, restituendo un’attività che proseguiva ininterrotta da quasi ottant’anni. E lo fa grazie alle continue testimonianze di affetto: tra le altre quella di Dacia Maraini, che ha scelto di prendere casa in Abruzzo. Eleggendo questa terra a stupendo spazio per la scrittura.

La curiosità – La cultura non si ferma, a L’Aquila. Nonostante il Teatro comunale sia stato dichiarato inagibile, gli spettacoli del Teatro Stabile d’Abruzzo diretto da Alessandro Preziosi vanno regolarmente in scena nel ridotto della struttura, preservato dal terremoto dell’aprile 2009.