Omaggio a Verdi. Dalla sua Emilia

27 marzo 2013


È tra le prove più ardue per qualsiasi compositore. Non importa se dotato del genio cristallino di Mozart o del talento poliedrico di Schumann, dello spirito estatico di Liszt o della freschezza di Donizetti: un Messa di Requiem resta banco di prova più che impegnativo. Perché richiede di mettere in gioco il proprio rapporto con l’assoluto, misurandosi con la tensione tra la sfera dell’umano e quella del divino. Sondando il terreno del più terribile mistero della vita.

È il 1874 quando Giuseppe Verdi dona a Milano il suo Requiem, omaggio commosso a un anno dalla scomparsa di Alessandro Manzoni: cui l’opera è dedicata. Oggi, nel bicentenario dalla nascita del compositore di Busseto, Sky Arte HD restituisce la cortesia: è una versione sontuosa quella registrata al Teatro Farnese di Parma, nella cornice del festival che esalta l’estro del re del melodramma.

A dirigere è un veterano della bacchetta: Jurij Temirkanov, direttore artistico del Teatro Regio di Parma, vanta una carriera lunga oltre mezzo secolo, costellata di esibizioni in luoghi simbolo della classica, comela Staatskapelledi Dresda, alla guida di orchestre del calibro della Royal Philharmonic. Autorevole la sua interpretazione della partitura, capace di esaltare al massimo le coloriture di uno spartito di grande intensità.

Straordinarie le voci soliste: brilla incontrastata la stella della soprano greca Dimitra Theodossiou, tra le più celebrate interpreti verdiane in attività; ad accompagnarla ecco la mezzosoprano Sonia Ganassi, il tenore Francesco Meli e il basso Riccardo Zanellato. La loro prova, prossima alla perfezione, tesse una trama di rara suggestione; con l’emozione, irrefrenabile, a scorrere coinvolgente lungo i sentieri della musica.