Omicidio all’Hermitage

25 marzo 2013


I magazzini di un museo? Per definizione sono un labirinto nel quale è difficile orientarsi: tra casse da imballaggio e scaffali; un ambiente dove è facile smarrirsi, e dal quale è più semplice, rispetto a quanto non accada per opere esposte al pubblico, far scomparire qualcosa. Si è fatta prendere la mano, però, la banda criminale che nel 2006 ha alleggerito l’Hermitage di San Pietroburgo di almeno 200 preziosi gioielli d’antiquariato. Un colpo da 5 milioni di dollari.

I metodi sembrano quelli, terribili, dei i più temibili gruppi criminali: corruzione, intimidazioni, violenza; fino al ricorso all’omicidio: non ha scrupoli la banda responsabile del furto, nell’ottenere i propri scopi e difendere i suoi illeciti investimenti. Un’inchiesta intricata per la polizia; una vicenda intrigante per il pubblico de L’arte del furto, la serie che indaga sui più incredibili colpi ai danni di musei e collezioni private.

Complice pentita? Scomoda testimone? O vittima di una pura fatalità? Larisa Zavadsky, curatrice nella sezione del museo da cui sono stati rubati i pregiati tesori degli zar, muore in circostanze misteriose poco prima che avvenga il furto: una coincidenza su cui le forze dell’ordine intendono vedere chiaro. Convinte che dietro la scomparsa della donna si nasconda la chiave di volta per risolvere il caso.

Nel frattempo la stampa, non solo russa, tiene alta l’attenzione dell’opinione pubblica; lo stesso presidente Vladimir Putin, fortemente imbarazzato per l’eco internazionale della faccenda, è costretto a intervenire nel tentativo di gettare acqua sul fuoco. Ma l’incendio, furibondo, è ormai divampato: l’Hermitage è al centro di forti polemiche, si grida al complotto. Fino a quando la polizia non sembra trovare una pista credibile…