Pakistan. La guerra dimenticata di Massimo Berruti

21 febbraio 2014


Dici Afghanistan. Dici fotografia. E la mente corre inevitabilmente allo sguardo, fiero e insieme impaurito, di Sharbat Gula: la giovanissima scovata da Steve McCurry nel campo profughi di Nasir Bagh, consegnata all’eternità attraverso una delle più celebri copertine del National Geographic. Eravamo nel 1984 e il reporter americano documentava una guerra innescata dalle truppe sovietiche. Sono passati trent’anni, sono cambiati i soggetti e i protagonisti. Ma da quella stessa terra continuano ad arrivare immagini drammatiche.

Quelle raccolte da Massimo Berruti, protagonista di una nuova puntata di Fotografi: la serie che Sky Arte HD dedica ai maestri italiani dello scatto, seguendoli nello svolgimento dei loro più recenti e ambiziosi progetti. Con Berruti ci spostiamo in una delle aree più calde del pianeta, teatro di un conflitto che – spenti i pruriginosi riflettori dei mass-media – non cessa di mietere vittime. Anzi: si rigenera proprio per questo in un incubo perverso, covato all’ombra del silenzio del mondo.

È stata contesa dai Signori della Guerra, ora è terra di nessuno. Dove l’etica e la morale sono sospese e congelate, nell’esercizio della brutale legge del più forte. L’area di confine tra Afghanistan e Pakistan è oggi, a oltre dieci anni dalle prime operazioni militari mosse dall’Occidente ai talebani, luogo di violenza e prevaricazione. Terrificante poligono dove sperimentare, in situazioni reali, armi e tecniche di combattimento avveniristiche.

Berruti, già due volte vincitore dei World Press Photo e autore di reportage per testate che svariano da Le Monde  a Time , ci mostra gli effetti devastanti dell’uso dei droni militari. Apparecchiature fantascientifiche che trasformano la guerra in un videogioco condotto a migliaia di chilometri di distanza, un’apparente simulazione dalle orrende ricadute sulla popolazione locale. Vittima del folle scarto tra realtà e finzione.

La curiosità – Secondo la piattaforma britannica di giornalismo indipendente TBIJ, negli ultimi dieci anni sarebbero oltre trecento gli attacchi con droni effettuati dagli Stati Uniti nelle aree del Pakistan al confine con l’Afghanistan. Per un bilancio superiore alle duemila vittime, circa un quinto delle quali si stima essere civili.


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