Pasolini e Guareschi. Voci contro

1 gennaio 2015


Due voci fuori dal coro, entrambe insofferenti al conformismo dell’Italia del dopoguerra. Due intellettuali su fronti contrapposti: l’uno vicino alla sinistra, comunista al momento del voto per quanto sempre orgogliosamente libero e indipendente; l’altro schiettamente e sinceramente di destra. Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi sono stati distanti come il giorno e la notte. Eppure si sono incontrati, per un progetto che a cinquant’anni di distanza torna a fare discutere.

Pesca nel buio degli archivi Gianni Canova, tra i più autorevoli critici cinematografici italiani, che propone al pubblico di RaroArte un titolo che nell’Italia degli Anni Sessanta fece scandalo. È La Rabbia  il nuovo gioiello proposto nel cinema d’essai di Sky Arte HD, per la serie di incontri con pietre miliari delle settima arte e prove d’autore uscite dai radar della tv generalista, salvate dall’oblio e opportunamente riportate all’attenzione che meritano.

Un film visionario, modernissimo, La Rabbia . Realizzato attingendo alle centinaia di ore di girato di Mondo Libero , cinegiornale settimanale prodotto per tutti gli Anni Cinquanta da Gastone Ferranti: è lui a convincere Pasolini a montare quelle immagini in un inedito racconto del contemporaneo italiano, commentando con la sua sensibilità fatti e avvenimenti determinanti per la storia del Paese. Una consegna a cui l’intellettuale risponde in modo sublime, coinvolgendo in qualità di voci fuori campo anche Giorgio Bassani e Renato Guttuso.

Ma la visione di Pasolini è inconfutabilmente, smaccatamente, “di sinistra”. Il produttore decide così di bilanciare i punti di vista, per una forma di par condicio ante litteram: da qui l’idea di replicare l’esperienza chiamando al lavoro Giovannino Guareschi, scrittore dalle mai nascoste simpatie monarchiche. Nel confronto tra le due posizione emergono le tensioni mai sopite di uno scontro ideologico che avrebbe acceso – e in parte tutt’ora anima – l’opinione pubblica italiana.

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La curiosità – Un film restaurato… a metà! Nel 1997 Giuseppe Bertolucci soprintende al restauro de La Rabbia , scegliendo per epurare dalla pellicola la parte – aggiunta in un secondo momento – firmata da Guareschi, come presa di distanza dalle affermazioni dello scrittore sulle guerre per la decolonizzazione. Un gesto che scatenò forti polemiche e costò al regista le dimissioni dal comitato che si apprestava a organizzare le celebrazioni per il centesimo anniversario della nascita dello stesso Guareschi.


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