Pierfrancesco Favino, un duro che ama Totò

12 Marzo 2014


Il grande pubblico si è accorto di lui per L’ultimo bacio di Silvio Muccino, ma è con i grandi ruoli drammatici e d’azione che si è imposto come figura di punta del cinema italiano. Eroico soldato inchiodato nelle sabbie di El Alamein e delinquente senza scrupoli nel Romanzo Criminale  che evoca la stagione della Banda della Magliana; contraddittorio detective a fianco di Tom Hanks nell’Angeli e Demoni  diretto da Ron Howard. Eppure è la commedia, la comicità, il suo vero amore.

Pierfrancesco Favino si racconta con dirompente sincerità a Camerini, la serie che vede il “collega” Marco Baliani incontrare i grandi protagonisti del teatro italiano contemporaneo. Cogliendoli nel backstage, dietro le quinte, lontano dalla finzione della scena: più che un’intervista una chiacchierata tra vecchi amici, compagni di avventura che condividono la medesima passione e sanno trasmetterla con entusiastico coinvolgimento al pubblico.

Ci troviamo a Roma, sul palco del leggendario Ambra Jovinelli: scelta non casuale per Favino. Che si prende una pausa dal grande e dal piccolo schermo per tornare a respirare l’atmosfera unica e inimitabile del teatro, là dove è stato mattatore uno tra i suoi grandi miti: Totò. Il principe della risata è tra i punti di riferimento cui guarda un attore che sa togliersi la maschera del duro per divertirsi e giocare, affascinarsi, lasciarsi trasportare dalle emozioni.

Favino ci racconta come è maturata la decisione di prendere la strada del palcoscenico, le tensioni degli esordi e il suo rapporto con il successo; e ci trascina nel coinvolgente turbinio della sua ultima produzione. Quel Servo per due  maturato guardando all’Arlecchino goldoniano ma anche alla tradizione della commedia british di Richard Bean; una piéce travolgente, che lo vede in veste di regista (insieme a Paolo Sassanelli) e, naturalmente, primo attore.

La curiosità – Il talento di Pierfrancesco Favino non è sfuggito ai radar di Hollywood: il suo primo lavoro per una produzione americana risale al 2006, con il cameo a fianco di Ben Stiller in Una notte al museo  e relativo sequel. Si arriva poi ai ruoli in World War Z , ma soprattutto al sodalizio con Ron Howard: l’ex Ricky Cunningham lo chiama sul set di Angeli e demoni e gli affida la parte di Clay Regazzoni in Rush .