Pina entra nel mito. A passo di danza

22 Agosto 2013


Un film rivoluzionario, con un posto già assegnato nella storia del cinema. Perché ha cambiato il modo di leggere e interpretare il complesso e affascinante mondo della danza; perché tributa l’omaggio ultimo e definitivo ad un’artista dalla impareggiabile e inarrivabile sensibilità; perché segna l’esordio di un grande cineasta nel campo della tecnologia 3D, dimostrando che il futuro della settima arte è ora. Wim Wenders firma Pina, il film: ricordo della coreografa Pina Bausch. In esclusiva su Sky Arte HD e in simulcast su Sky 3D.

Il giorno del loro primo incontro, avvenuto naturalmente ai margini di una performance di teatro danza, Wim Wenders pianse dalla meraviglia e dell’emozione. Era il 1985: per quasi trent’anni il regista de Il cielo sopra Berlino  ha lavorato per trovare un modo efficace di tradurre quelle sensazioni uniche in pellicola, finendo sempre per scontrarsi, fatalmente, con i limiti della bidimensionalità. Fino all’introduzione del 3D. Che ha cambiato le carte in tavola.

Non un film su Pina Bausch, è stato detto: ma un film per Pina Bausch. Nessun attore, nessun copione: l’immersione totale e trascinante nelle coreografie che hanno reso celebre questa straordinaria interprete del contemporaneo, creatrice della forma più matura del linguaggio del corpo. Una inarrivabile perfezione dell’immagine permette di calarsi idealmente nel cuore dell’azione, farsi abbracciare da un corpo di ballo tra i più incredibili al mondo.

Forza e fragilità: una dicotomia che nelle figure della Bausch si ricompone svelando l’unione degli opposti, la loro impressionante potenza. Dalla fondazione, nei primi Anni ’70, del gruppo che a Wuppertal porta il suo nome fino alla tragica scomparsa, avvenuta improvvisamente nel 2009: Pina Bausch ha marchiato in modo indelebile il mondo della danza e della cultura degli ultimi decenni, regalando una capacità di emozionare che non avrà mai fine.