Pollock & friends. In mostra a Milano

8 Ottobre 2013


Lui è uno dei critici d’arte più famosi d’Italia, autore di saggi spiazzanti e irriverenti – il più recente, dedicato alla sessualità nel contemporaneo, diventato un autentico caso editoriale. Lei è presidente di Arthemisia Group, tra le principali aziende del Paese nel campo della produzione di eventi espositivi. Luca Beatrice e Iole Siena sono gli ospiti di una nuova puntata di Grandi Mostre, la serie che ci guida alla scoperta dei maggiori appuntamenti culturali del momento.

Il curatore e la producer: a loro il compito di svelare i segreti di Pollock e “gli irascibili”  , retrospettiva che porta nelle sale di Palazzo Reale, a Milano, la straordinaria e rivoluzionaria stagione dell’espressionismo astratto. Raccontando in modo completo la parabola creativa di uno tra i geni più limpidi dell’arte del Ventesimo Secolo: Jackson Pollock, ovviamente, presente in mostra con il suo fondamentale Number 27 .

Il progressivo passaggio dalla figurazione all’astrattismo, il debito nei confronti dell’immaginario dei nativi americani – per la prima volta nella Storia riabilitato ed elevato a reale modello culturale; infine le acrobatiche danze cromatiche dell’action painting  , con il gesto stesso del dipingere che diventa soggetto e non semplice medium per giungere alla creazione artistica: in onda su Sky Arte HD una ricca e affascinante lezione d’arte contemporanea.

Le telecamere indugiano su capolavori di assoluta meraviglia, prestiti preziosi in arrivo dal prestigioso Whitney Museum di New York. Luca Beatrice rivela il trait d’union tra i diversi artisti, motivando in modo chiaro cosa abbia determinato la scelta specifica di ogni opera; Iole Siena si concentra sugli aspetti “tecnici” che sottendono la nascita di una mostra: raccontando i processi dell’allestimento e i piccoli grandi segreti di un evento unico e irripetibile

La curiosità – La prima mostra di Jackson Pollock in Italia? A Venezia, nell’Ala Napoleonica del Museo Correr. Era il 1950 e a portare l’artista in Europa è Peggy Guggenheim, sua grande estimatrice e prima mecenate: dal 1943 gli corrisponde un mensile, cui aggiunge la ricca commissione per il murale poi donato all’Università dell’Iowa. L’opera più grande e impegnativa a cui Pollock abbia mai lavorato.