Bruce Springsteen, un Boss sul palcoscenico

8 febbraio 2016


Ha cantato l’America disillusa reduce dal disastro del Vietnam e quella strapazzata dalla crisi energetica degli Anni Settanta. Ha raccontato l’altra faccia del mito reaganiano, lontano dalle luci scintillanti di Manhattan e vicino alle durissime fabbriche del Midwest. Ha dato voce allo struggente pianto collettivo post 11 settembre e guidato, con la forza della sua musica, il riscatto morale di un Paese colpito al cuore. Perché Bruce Springsteen è, in sintesi, l’America.

Sky Arte HD propone un’intera serata in compagnia di uno tra i rocker più amati di tutti i tempi. Partendo dal documentario incentrato sulle melodie e le suggestioni del suo The River, quinto album di Springsteen, che uscì il 17 ottobre 1980 come doppio disco e raggiunse la posizione numero 1 della classifica Top 200 di Billboard. Inutile aggiungere che anche il tour seguito al fortunato album fu un vero e proprio successo. L’emozionante lungometraggio, in prima visione, che aprirà la Springsteen Night di mercoledì 10 febbraio, sarà intitolato proprio a uno degli strepitosi concerti che accompagnarono l’uscita di The River. Bruce Springsteen – Live in Tempe 1980 ci farà viaggiare nel tempo fino all’indimenticabile 5 novembre 1980, quando il Boss incendiò la platea di fan accorsi all’Arizona State University di Tempe. Diretto da Thom Zimny, il film-documentario celebra una delle performance migliori in cui si cimentò Springsteen, che, in quell’occasione, interpretò una serie di brani poi divenuti leggendari, fra cui Hungry Heart, I’m a Rocker e Jungleland.

L’eccezionale pellicola fa parte di The Ties That Bind, il cofanetto proposto dalla Columbia Records contenente anche l’omonimo documentario in onda mercoledì come secondo appuntamento della serata. Sempre diretto da Zimny, il lungometraggio testimonia la grande ammirazione del regista verso il Boss e la sua musica, ripercorrendo ancora una volta l’epopea di The River, che raggiunse il pubblico con una tracklist alternativa a quella incisa in origine, e poi modificata, dallo stesso Springsteen. I brani non inclusi nel disco saranno protagonisti del documentario insieme a una profonda chiacchierata fra il regista e il Boss, che, chitarra alla mano, racconterà i retroscena di una fase creativa davvero tumultuosa.

Zimny non è certo l’unico fan “autorevole” di Springsteen. Nell’ultima parte della nostra Night, avremo modo di scoprire, in un incredibile live, quanto sia ampio il seguito del leggendario cantautore americano. Occasione del concerto che ascolteremo è, non a caso, un prestigioso riconoscimento. L’8 febbraio del 2013, Bruce Springsteen è stato infatti nominato MusiCares Person of the Year dall’omonima associazione che celebra annualmente i successi raggiunti da una personalità in campo musicale e filantropico. In A tribute to Bruce Springsteen, vedremo salire sul palco un gruppo di All Stars davvero eterogeneo. Elton John canterà Streets of Philadelphia, mentre Neil Young infiammerà il pubblico intonando la leggendaria hit Born in the U.S.A. Non potrà mancare all’appello Patti Smith con Because the Night, composta proprio insieme al Boss.

Commentate sui social network la speciale serata attraverso l’hashtag #SpringsteenNight.


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