La voce di Fabrizio De André

12 dicembre 2017


Gli album che hanno segnato la storia della musica italiana sono molti. La serie 33 giri – Italian Masters, in onda su Sky Arte HD, va alla scoperta dei segreti di alcuni dischi indimenticabili firmati da artisti come Lucio Dalla, Franco Battiato o Fabrizio De André, attraverso un racconto che ruota intorno a un elemento chiave: la riapertura delle bobine con i nastri originali delle canzoni.

Perciò tutto inizia proprio davanti al mixer di uno degli storici studi di registrazione dove questi album sono stati realizzati, fornendo l’imperdibile occasione di ascoltare quei brani come mai è stato possibile prima. Attraverso i ricordi e gli aneddoti dei protagonisti che hanno contribuito al successo dell’album (musicisti, produttori, discografici) e gli interventi di artisti che da quell’album hanno tratto ispirazione per la propria carriera, si intraprende quindi un viaggio affascinante all’interno della musica.

Il quarto episodio, in onda mercoledì 13 dicembre, prenderà il via in una delle sale delle Officine Meccaniche di Milano non appena il nastro di Crêuza de mä inizierà a girare sulle bobine dello studio di proprietà di Mauro Pagani. Non solo padrone di casa e talentuoso musicista-arrangiatore, ma anche protagonista, insieme a Fabrizio De André, di un disco che avrebbe anticipato i tempi. Un sapore etnico, l’utilizzo di strumenti acquistati in giro per il Mediterraneo e di altri fabbricati in casa, l’uso del dialetto genovese sono gli aspetti che hanno reso unico questo disco e anticipato quella che verrà definita world music.

Davanti al mixer delle Officine, insieme al batterista Walter Calloni e al bassista Massimo Spinoza, Mauro Pagani ricorderà quei giorni del 1984 tra aneddoti, frasi rimaste celebri e scelte pionieristiche che avrebbero scombussolato il mondo della discografia contro ogni pronostico. Sarà una grande emozione per tutti ascoltare o riascoltare dopo tanto tempo la voce di Fabrizio isolata dal resto della canzone, apprezzandone le profonde sonorità basse soprattutto in Sidun.

Calloni mostrerà come nacquero le ritmiche e le percussioni dal sapore etnico di quei brani, mentre Pagani, dopo una versione mozzafiato di Sinan Capudàn Pascià suonata al bouzuki, mostrerà alcuni degli strumenti più “atipici” usati nelle registrazioni del disco. Cristiano De André e Dori Ghezzi descriveranno poi le sfumature più intime del cantautore, mettendone in luce il genio e le intuizioni di quel periodo. Stefano Senardi, Mara Maionchi e Andrea Scanzi, infine, delineeranno il contesto discografico in cui prese forma l’album.

Commentate sui social network la speciale serata attraverso l’hashtag #33GiriSkyArte.


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