In sella con Francesco Moser

13 Luglio 2020

Francesco Moser

Una vera e propria leggenda del ciclismo è protagonista del nuovo episodio della serie #SkyBuffaPresenta, il ciclo di documentari dedicati al mondo dello sport, introdotti e commentati da Federico Buffa.

Il capitolo in onda martedì 14 luglio, intitolato Moser. Scacco al tempo, prenderà in esame la storia di Francesco Moser, affiancato dalla troupe diretta da Nello Correale nell’arco di un lungo anno per raccontare non solo il campione, ma per comporre un inedito ritratto dell’uomo, della famiglia e della comunità di Palù di Giovo, paesino in provincia di Trento dove Moser è nato e dove è sempre tornato.

Francesco si scopre campione tardi, a diciott’anni. Comincia così la storia del ciclista italiano più vittorioso di sempre (terzo al mondo). Moser attraversa gli anni Settanta e Ottanta confrontandosi con campioni come Merckx, Gimondi, Hinault, Saronni. La rivalità con quest’ultimo ha il sapore epico di quella fra Binda e Girardengo e di quella fra Coppi e Bartali.

Nei quattordici anni da professionista Moser fa molto di più che collezionare vittorie (273 in tutto): cambia per sempre il ciclismo, traghettandolo verso l’era moderna. Le sue invenzioni riguardano tutti gli ambiti dello sport più duro del mondo – dal mezzo all’abbigliamento, dai metodi d’allenamento ai rapporti interni alle squadre a quelli con gli sponsor. Dopo di lui nulla sarà più come prima. È forse per questo motivo che Moser occupa ancora adesso un posto di riguardo nell’immaginario collettivo molto più di tanti altri campioni.

E ciò vale anche per i suoi gregari, come racconta nel film documentario Pier Bergonzi, grande esperto di ciclismo e vice direttore della Gazzetta dello Sport: ”…Tutti i gregari di Moser gli vogliono bene perché lui ha una sincerità di fondo che lo ha portato a correre e a vivere nello stesso modo”.

Oggi ritroviamo Francesco Moser in campagna, contadino, con la sua famiglia, nella sua comunità d’origine. A trent’anni dalla fine della carriera ciclistica Francesco pedala ancora tanto, in tutto il mondo, e lo fa anche insieme ai “nemici” di un tempo come Beppe Saronni, Eddy Merckx, Bernard Hinault, che hanno accettato di partecipare al documentario raccontando il “loro” Moser.