Gli artisti e la pandemia

1 Luglio 2020

Adrian Paci

La puntata di Artbox in onda giovedì 2 luglio si apre nello studio di Adrian Paci: l’artista usa soprattutto il video come medium, ma è anche pittore. In questo periodo di silenzio e distanziamento sociale l’arte solitaria della pittura lo ha assorbito, ma Paci offrirà comunque al pubblico la possibilità di vedere alcuni estratti dei suoi lavori video, come la performance realizzata in Sicilia sul gesto antico di stringersi la mano, che ora non si può praticare. Del resto la riflessione sull’impossibilità del fare, sui limiti, sul senso di impotenza accompagna tutta la produzione di Paci: in Centro di Permanenza Temporaneo vediamo delle persone bloccate sulla scaletta di un aereo, nel video Prova c’è un gruppo di disoccupati albanesi, il Paese d’origine dell’artista. Con un microfono in mano gli uomini ripetono la parola “prova”, ma non c’è discorso, la parola rimane inconclusa.

Andremo poi a trovare Eleonora Chiari e Sara Goldschmied. C’è una data ben precisa che segna l’avvio della pandemia per loro: è quella della performance di inizio marzo negli spazi della Triennale. Qui era in scena il dietro le quinte del loro processo creativo: come le due artiste realizzano i colorati, surreali, paesaggi mentali che le hanno rese celebri. Quando le incontriamo, Sara ed Eleonora si sono appena ritrovate dopo il lungo periodo di lockdown partito proprio allora. Hanno dovuto interrompere molte nuove sperimentazioni, come quelle con i vetri di Murano. Ma è stata anche una fase di incubazione e riflessione che, sperano, darà i suoi frutti in futuro.

Infine, incontreremo i Masbedo, ovvero Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni. Da vent’anni lavorano insieme mescolando video, performance, installazioni. La diffusione del virus li ha colti di sorpresa, ma non li ha fermati. Lo dimostra uno dei loro primi video, l’eruzione di un vulcano islandese. Mascherina allora e mascherina oggi, i Masbedo si raccontano tra progetti passati, come quello con Michel Houellebecq che li ha resi famosi, e progetti futuri, tutti legati alla complessità del mondo. Gli artisti – dicono – vogliono stare dove c’è il problema.