Dalla parte dei migranti

19 Giugno 2020

SEA SORROW

È un viaggio in Italia e in Grecia, a Calais e a Londra sulle tracce di chi ha abbandonato la sua terra in cerca di un riparo dalle guerre e dalle dittature il documentario in onda su Sky Arte sabato 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato.

Sea sorrow – Il dolore del mare segna il debutto alla regia di Vanessa Redgrave, che ha messo ancora una volta la sua celebrità al servizio dei rifugiati per realizzare un’opera filmica sui migranti che cercano asilo in Europa, in collaborazione con il figlio Carlo Nero come produttore.

Questo film”, spiega Redgrave, “vuole essere una sorta di poema. Spero che questa mia opera prima possa aiutare i giovani e ispirare il loro impegno e sforzo per garantire supporto e protezione ai rifugiati, non solamente in Gran Bretagna, ma in tutto il mondo. È stato Shakespeare a ispirare il titolo del film: ‘Our sea sorrow’ dice a un certo punto il personaggio di Prospero ne ‘La Tempesta’, mentre racconta alla sorella di come sono scampati all’annegamento a bordo di una barca di fortuna ormai alla deriva. Credo che le parole del Bardo esprimano perfettamente la tragedia vissuta dai rifugiati drammaticamente annegati e inghiottiti dal mare nel disperato tentativo di trovare una via di fuga dalla violenza della guerra e dalla feroce povertà a cui erano destinati se fossero rimasti nei loro paesi di origine”.

Nel racconto Redgrave ripercorre episodi della propria storia personale, di quando all’età di due anni dovette fuggire da Londra agli albori dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale; o ancora del periodo da studentessa, in cui si dedicò al volontariato in aiuto dei rifugiati ungheresi, fino al viaggio intrapreso in Libano per incontrare un bambino palestinese di tre anni che si trovava in un campo per rifugiati.

Oltre alle interpretazioni artistiche di Ralph Fiennes, Emma Thompson e Simon Coates, e gli interventi di Lord Alfred Dubs, politico laburista e Sir Peter Sutherland, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per le Migrazioni, il film dà voce a testimonianze reali e attuali di rifugiati sopravvissuti ai recenti conflitti moderni e alle persecuzioni che affliggono il Medio Oriente e l’Africa.