La Milano degli Imperi

20 Marzo 2020


Spagnoli, austriaci e francesi per tre secoli hanno occupato Milano lasciando tracce profonde, nel bene e nel male. Oggi Milano quali segni porta di quell’eredità? La serie La Milano degli Imperi, in onda su Sky Arte domenica 22 marzo, racconta gli anni delle dominazioni straniere, adottando come testimone silenzioso il Duomo.

La cattedrale ha visto scorrere la storia della città. Da Gian Galeazzo Visconti, che pose la prima pietra nel 1386, agli spagnoli di Carlo V d’Asburgo, da Maria Teresa d’Austria, che volle la Madonnina d’oro sulla guglia più alta, all’imperatore francese Napoleone Bonaparte che qui divenne re d’Italia. A condurci in questo viaggio nella storia di Milano sarà la voce di Alarico Salaroli.

Durante il primo episodio l’attenzione si focalizzerà sulla Milano degli spagnoli. Per oltre centosettanta anni, dal 1535 al 1706, gli spagnoli hanno governato Milano e il suo Stato. La conoscenza di quella dominazione per gli italiani, e i milanesi in particolare, è fortemente legata al romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: un tempo cupo, segnato da povertà, carestie e corruzione. Un’interpretazione che oggi gli storici contestano, dimostrando che il potere durante la stagione spagnola è stato condiviso dal patriziato locale. Nobili, mercanti e popolani milanesi godettero, al contrario, di benessere economico: la corte di Madrid lasciò autonomia decisionale al Senato e alle Magistrature milanesi.

A seguire lo sguardo si sposterà sulla Milano degli Asburgo. Il Teatro alla Scala, la Biblioteca Braidense, il Palazzo Reale, l’illuminazione pubblica, la riforma del catasto, la pavimentazione delle strade, la Madonnina sul Duomo. Anche il simbolo della città è un lascito prezioso della dominazione austriaca. Una dominazione che ha segnato profondamente Milano per quasi tutto il XVIII secolo. Anni straordinari in cui la città ha visto intrecciarsi l’assolutismo illuminato di Maria Teresa d’Asburgo e di suo figlio Giuseppe II con la filosofia dei lumi di Pietro e Alessandro Verri, di Giuseppe Parini e di Cesare Beccaria. È in questi decenni che Milano diventa un laboratorio di modernità unico in Europa e pone le basi di quella che sarà la capitale economica e morale d’Italia.

Infine sarà la volta della Milano di Napoleone. Le truppe francesi entrano vittoriose a Milano, è il 15 maggio 1796. A capo di quell’esercito c’è un giovane generale di 27 anni, quasi sconosciuto. È Napoleone Bonaparte che con la conquista di Milano sale sul palcoscenico della storia. Il suo dominio su Milano e l’Italia è brevissimo: appena 18 anni, ma i segni che lascerà saranno profondi e duraturi. La città conosce una grandeur mai vista, diventa capitale d’Italia, subisce trasformazioni urbanistiche che la rendono moderna. Il codice civile napoleonico influenza la vita e i costumi dei cittadini e resta impresso nella Storia.


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