Nel cuore della terra, tra pericolo e futuro

23 Giugno 2016


Oggi il problema dell’inquinamento è una piaga che affligge l’umanità intera, a prescindere dalle latitudini. Eppure le forme inquinanti non sono tutte alla luce del sole, ma alcune di esse, tra le più pericolose, sono sepolte nella profondità della terra.

Sono queste le premesse da cui trae spunto Into Eternity – A film for the future, la pellicola in onda venerdì 24 giugno su Sky Arte HD. Incentrato sulla questione delle scorie nucleari, il lungometraggio di Michael Madsen accompagna il pubblico in una drammatica riflessione sulle modalità con cui trattare un materiale altamente tossico e distruttivo, puntando lo sguardo sul futuro.

100.000 anni è il tempo necessario affinché le scorie nucleari perdano il loro potenziale radioattivo e proprio centomila anni è l’aspettativa di “vita” del primo sito per lo stoccaggio dei residui nucleari creato in Finlandia. Ricavato dalla roccia e costituito da un poderoso sistema di tunnel e gallerie che si diramano in profondità, il deposito, una volta riempito, sarà sigillato e mai più riaperto.

Ma siamo davvero sicuri che i tempi stimati siano corretti? E come comunicare alle generazioni future la pericolosità di sostanze nascoste nel cuore della roccia? Mentre gli esperti lavorano alla soluzione di una delle questioni più delicate del nostro tempo, Madsen mantiene viva l’attenzione del pubblico sulle implicazioni di un simile problema.

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