Il movimento hippie in Unione Sovietica

23 Luglio 2019


Vincitore del premio Sky Arte alla ventinovesima edizione del Festival del Cinema di Trieste, il documentario Soviet Hippies – in programma mercoledì 24 luglio – ripercorre la storia di quei giovani freak, desiderosi di libertà, che negli anni Settanta riuscirono, in Unione Sovietica, a dar vita a un sistema alternativo in barba ai controlli del KGB e a alle forti limitazioni imposte dal regime russo.

Come riuscirono i “figli dei fiori” oltre la Cortina di Ferro a vivere secondo i propri ideali di pace, amore e libertà, a coltivare le proprie passioni artistiche, letterarie e musicali laddove esisteva invece una sola cultura, quella in linea con la propaganda di regime?

Da Mosca alle città dell’Ucraina e dell’Estonia, la regista Terje Toomistu ha raccolto diverse testimonianze, tanto degli hippies ancora in vita quanto dei testimoni di allora, dai soldati ai comuni cittadini. Avvalendosi inoltre di raro materiale d’archivio, tra cui le originali animazioni realizzate in URSS all’epoca, il documentario è l’occasione per scoprire una declinazione poco conosciuta del movimento hippie, fatta di una generazione disposta a dar battaglia per i propri sogni.