Quattro talenti non convenzionali

22 Aprile 2016


Vulcanici, creativi e allergici alle convenzioni. Talenti artistici ineguagliabili, sono passati alla storia per l’innata capacità di lasciare il segno del loro passaggio, senza temere giudizi e critiche, ma affermando con energia le proprie ragioni. Spiriti Liberi, lo speciale in onda lunedì 25 aprile, renderà omaggio a quattro protagonisti del cinema e della musica, straordinariamente fuori dagli schemi.

La serata alzerà il sipario su un maestro della settima arte, cui è dedicato François Truffaut – L’uomo che amava il cinema, il documentario diretto da Alexandre Moix. Colonna portante della Nouvelle Vague, il regista parigino ha saputo mantenere uno sguardo lucido sulla realtà, comunicando senza timore le proprie convinzioni attraverso le sue acclamate pellicole. Ben lontano dall’ottica borghese, Truffaut conobbe gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, vedendo la propria infanzia interrotta dalla brutalità di eventi che gli imposero di crescere in fretta. Scontrandosi con le dinamiche contraddittorie di un mondo cambiato irrimediabilmente, il cineasta elaborò un nuovo modo di raccontare la vita, senza mai rinunciare all’impegno civile e alla difesa della libertà di espressione.

A seguire, Janis Joplin – Nine Hundred Nights racconterà gli esordi di un altro “spirito libero”, una cantante che ha influenzato la storia della musica contemporanea. Il nome di Janis Joplin richiama subito alla mente l’immagine di una donna di carattere, che da sola si è fatta largo in una scena musicale quasi esclusivamente maschile. Pochi sanno, però, che a lanciare Janis è stata una band, i Big Brother and the Holding Company. Saranno loro a raccontarsi nel documentario in onda lunedì e, soprattutto, a restituire un vivido ricordo di Janis.

Un rapido ritorno sul terreno della settima arte ci porterà al cospetto di un “bello e dannato” per antonomasia. Alain Delon – Il lato oscuro di una star ci farà incontrare il volto più attraente del cinema francese, conosciuto per il suo straordinario talento e per la fama di attore “difficile”. Costretto a fare i conti, fin dalla prima giovinezza, con situazioni economiche avverse, Alain Delon ha sfruttato al meglio l’innata passione per il cinema, raggiungendo la celebrità grazie a impegno e dedizione. Dotato di una bellezza magnetica, a tratti glaciale, Delon ha conquistato il pubblico di ogni latitudine, prestando il volto a una galleria di personaggi dal fascino tormentato, al confine tra genere noir e poliziesco. Diretto da registi del calibro di Antonioni, Visconti, Melville e Godard, l’attore divenne ben presto un’icona del cinema, conservando ancora oggi tutto il suo eccezionale appeal.

Marlon Brando – La Leggenda spetta il compito di concludere la nostra serata. Nell’omonimo documentario, ripercorreremo vita e carriera dell’interprete americano, a partire da quell’estate del 1943 in cui giunse a New York appena diciannovenne. Aveva qualche dollaro in tasca, era vestito in jeans e maglietta, eppure qualcosa lo rendeva diverso da qualunque altro ragazzo squattrinato in giro per la Grande Mela. Marlon Brando aveva un sogno: diventare il più grande attore al mondo. Grazie alla sua determinazione, ci sarebbe riuscito nell’arco di appena dieci anni, con una serie di pellicole – come Un tram che si chiama desiderioIl selvaggio e Fronte del porto – che gli fecero scalare le vette della fama internazionale.