I talenti incompresi della creatività

22 Gennaio 2016


Nuovo appuntamento con la serie dedicata ai misteri celati fra i talenti e i capolavori della storia dell’arte. Ancora una volta, il famoso giallista Carlo Lucarelli ci guiderà alla scoperta degli enigmi spesso legati alle esistenze dei grandi maestri della creatività. Gli episodi di Muse Inquietanti in onda lunedì 25 gennaio su Sky Arte HD ci accompagneranno in un viaggio attraverso i secoli, sulle tracce di eventi accaduti in epoche distanti e in ambiti complementari, in cui la manualità e l’inventiva hanno giocato un ruolo determinante.

La serata prenderà il via con Francesco Griffo: l’inventore del corsivo, l’emozionante approfondimento in prima visione dedicato a una delle figure chiave nella storia della tipografia e, più in generale, della stampa. Bolognese di nascita, Francesco Griffo fu uno dei collaboratori del celebre editore e tipografo Aldo Manuzio, raggiungendolo a Venezia. Alle sue dipendenze, Griffo, talentuoso incisore di caratteri, diede vita al corsivo, grazie al quale le dimensioni dei libri furono decisamente ridotte, garantendo un prezioso risparmio di materie prime e mano d’opera. Tuttavia, nel 1501, Manuzio ottenne dalla Repubblica di Venezia il privilegio di utilizzo esclusivo dei caratteri disegnati da Griffo. Tradito dal suo mentore, Griffo si allontanò dalla Laguna, senza però trovare pace. Dopo aver ucciso il proprio genero nel corso di una lite, nel 1518 fu condannato a morte per impiccagione. Forse fu questa triste fine a rendere Griffo uno sconosciuto agli occhi della Storia, nonostante il suo eccezionale contributo allo sviluppo tipografico.

Il secondo episodio della serata vedrà protagonista Richard Dadd, il figlio di Osiride, uno dei pittori inglesi più promettenti e sventurati dell’Ottocento. È la sera del 28 Agosto 1843 a Cobham, nel Kent. Due uomini passeggiano tranquilli dopo aver trascorso qualche ora insieme in un pub della zona. Di colpo il più giovane dei due estrae un coltello e colpisce a morte l’altro, per poi fuggire alla volta della Francia. L’assassino è Richard Dadd, talentuoso artista ventiseienne appena rientrato da un viaggio di dieci mesi in Medio Oriente ed Egitto, che ne ha minato la salute mentale. L’uomo rimasto ucciso è suo padre Robert, freddato dal figlio su suggerimento di Osiride, la divinità egizia che, secondo quanto sostenuto da Richard Dadd, gli era apparsa durante la navigazione sul Nilo. Dadd fu poi catturato in Francia ed estradato in Gran Bretagna, vivendo da recluso per 43 anni fra il manicomio di Bedlam e quello di Broadmoor. Le sue opere, abitate da fate, insetti, folletti e strani personaggi, ricche di particolari minuziosi e visionari, illuminano gli oscuri meandri della psiche di un uomo che, sconvolto dalla schizofrenia paranoide e in preda alle allucinazioni, non perde l’amore per l’arte e lo utilizza come unico mezzo di comunicazione con il mondo reale, mantenendo in vita la sua creatività.

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