Sulle tracce del Caravaggio rubato: un miracolo hi-tech

22 Gennaio 2016


Vi abbiamo già raccontato delle innumerevoli traversie che hanno sottratto allo sguardo del pubblico la Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio, esposta all’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo di Palermo fino al fatidico furto del 1969.
In attesa che la giustizia faccia il suo corso, nella speranza che la tela originale sia ancora integra e nascosta in qualche parte del mondo, vi raccontiamo adesso di un miracolo accaduto proprio lo scorso anno. Non si tratta del ritorno del “vero” Caravaggio, purtroppo, ma lo stesso l’impresa si è rivelata difficile e, soprattutto, ha permesso alla città di Palermo di riconquistare in qualche modo l’inestimabile capolavoro.

In questo consiste l’Operazione Caravaggio, di cui scopriremo ogni particolare e retroscena la sera di mercoledì 27 gennaio quando, in simulcast con Gran Bretagna, Irlanda, Germania e Austria, Sky Arte HD proporrà in prima visione l’omonimo documentario. Racconto approfondito e avvincente di un’iniziativa che ha messo a confronto la storia dell’arte moderna e le più avanzate tecnologie degli anni Duemila.
Come ci spiegheranno i membri dello staff di Factum Arte, riportare a Palermo una ricostruzione del quadro di Caravaggio – avente le stesse dimensioni dell’originale, un telero alto più di due metri – è stato un compito che ha richiesto l’impegno di moltissime, differenti professionalità. Obiettivo della missione: creare una versione del dipinto che ristabilisse la relazione visiva, emotiva e religiosa della popolazione con la Natività rubata.

Per la sua intrinseca complessità – riprodurre fedelmente un’opera… che non si ha più davanti – l’Operazione Caravaggio ha richiesto innanzitutto un’estesa fase di ricerche. Partendo da una fotografia scattata da Enzo Brai nel 1968 e dalle indagini già svolte da Factum Arte sui dipinti caravaggeschi nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma, i tecnici del laboratorio hanno cercato di comprendere a fondo come la Natività palermitana era stata realizzata, in modo da ottenere tinte e tonalità il più possibile vicine all’originale. Gli stessi segni delle pennellate sono stati studiati in dettaglio, grazie al ritrovamento presso l’Istituto Superiore per il Restauro di alcuni negativi fotografici di grande formato, che per lo staff di Factum Arte si sono rivelati una miniera di informazioni sulla superficie del dipinto, sul tocco deciso e assolutamente inconfondibile lasciato da Caravaggio sulle sue tele.

Ma come restituire il genio del pittore barocco sull’esemplare contemporaneo del dipinto? A dispetto di tutti i più complessi software per la manipolazione digitale delle immagini, scopriremo nel corso della serata di mercoledì come – ancora una volta – anche la ricostruzione della Natività richiederà l’intervento diretto di mani esperte: quelle di un restauratore (Paolo Freri) e due pittori contemporanei (Jordi Pons e Adam Lowe)…

Commentate sui social network la speciale serata attraverso l’hashtag #OperazioneCaravaggio.

[Immagine in apertura: foto di Alessandro Gaja per Sky Arte]