Alla scoperta della Galleria Borghese

26 novembre 2019


La Galleria Borghese a Roma è il luogo in cui poter osservare da vicino la magnificenza del Barocco capitolino e la nascita del collezionismo d’arte. Quello che oggi è uno dei più noti e visitati musei d’Italia nasce infatti come la Villa Pinciana della famiglia Borghese, fatta costruire a partire dal 1607 da Scipione Borghese, nipote del Papa Paolo V e cardinale dai poteri smisurati, per dare una casa ai capolavori d’arte che raccoglieva. La figura del cardinal Scipione cambia l’arte romana in un momento storico in cui la città, dopo il giubileo del 1600, diviene una capitale dell’arte a livello mondiale. Qui vivono e lavorano Rubens, Caravaggio, il Cavalier d’Arpino, Guercino, Giovanni Baglione, Guido Reni, Domenichino, Annibale Carracci, e Scipione commissiona e acquista opere di tutti loro, con un gusto infallibile che lo porta a raccogliere sempre la migliore pittura.

Scipione colleziona anche grandi capolavori dei secoli precedenti, e per avere ciò che vuole arriva fino al sopruso, come nel caso della Deposizione Baglioni di Raffaello, che fa prelevare direttamente da una chiesa di Perugia suscitando una sollevazione popolare, o del sequestro di tutta la collezione privata del Cavalier d’Arpino, che il pittore è costretto a cedergli sotto minaccia di morte. Scipione è lo scopritore del talento che cambierà il volto di Roma: Gian Lorenzo Bernini. Allo scultore neanche ventenne commissiona quattro enormi gruppi scultorei: l’Enea e Anchise, il Ratto di Proserpina, il David, l’Apollo e Dafne, pensati proprio per queste sale, grazie ai quali Bernini porta la scultura a vette di virtuosismo ed espressività all’epoca impensabili, superando in un sol colpo la scultura classica e quella rinascimentale. Di Bernini e di Caravaggio la Galleria Borghese conserva il maggior numero di opere al mondo.

Oltre a essere stata protagonista della stagione del Barocco, la Galleria Borghese è stata anche il centro dello splendore neoclassico, grazie al grande restauro dei saloni voluto dal principe Marcantonio IV, che ha conferito alla villa il suo aspetto odierno. Rispetto ai tempi di Scipione le generazioni successive hanno in parte disperso e in parte accresciuto la sua raccolta fino ai tempi di Napoleone. L’Imperatore fa sposare la sorella Paolina con il principe Camillo Borghese, il quale sarà costretto a cedergli quasi 700 pezzi archeologici che finiscono al Louvre. Testimone di quel periodo il magnifico ritratto di Paolina in veste di Venere vincitrice, scolpito da Antonio Canova. La Villa Pinciana dei Borghese diventa Museo Nazionale Italiano a partire dal 1902, oggi è visitato da quasi 600.000 persone all’anno.

L’episodio della serie Musei in onda su Sky Arte giovedì 28 novembre approfondirà il rapporto tra la Galleria Borghese e l’arte e la cultura cittadine. Le vie e le piazze di Roma raccontano storie antiche le cui tracce sono ancora ben visibili nelle atmosfere urbane così come nelle opere del museo. Si aprono le porte di luoghi preclusi alla vista dei visitatori, come gli splendidi depositi, tra i pochi musealizzati al mondo, e si vivono i preparativi e i restauri precedenti all’apertura della mostra su Luigi Valadier, uno dei grandi protagonisti della Roma Neoclassica. A condurci in questo viaggio è la voce di Massimo Ghini.

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