Fernanda Pivano e l’America

28 Maggio 2019


Scrittrice e traduttrice dallo spirito curioso e anticonformista, Fernando Pivano è al centro de L’altra America, il documentario in onda su Sky Arte mercoledì 29 maggio. Diretta da Rossana De Michele e scritta con Stefano Senardi, la pellicola evoca la storia di Nanda, come la chiamavano i suoi tanti amici, che fece scoprire all’Italia la letteratura americana, da Hemingway alla Beat Generation.

Al suo intuito e alla sua penna dobbiamo l’arrivo in Italia di veri e propri capolavori, a partire dalla traduzione della Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters, libro di cui Fernanda si innamorò grazie a Cesare Pavese che gliene regalò una copia. L’Antologia rimase nel cuore di Fernanda e non solo: anni dopo Fabrizio De André declinò, con il suo aiuto, alcune poesie in musica, dando vita al disco Non al denaro, non all’amore né al cielo, e a una grande amicizia.

Il rapporto tra Nanda e i cantautori, da lei considerati i nuovi poeti, fu sempre cruciale, fatto che contribuì ad allontanarla ancora di più dal mondo degli “accademici”. A raccontare la vita di Fernanda sono dunque le voci e i volti dei tanti che l’hanno incontrata tra cui Ernest Hemingway, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, senza dimenticare le molte interviste, tra cui quelle rilasciate da Laurie Anderson, Jay McInerney, Vasco Rossi, Jovanotti, Vinicio Capossela, Dori Ghezzi, Domenico Procacci, Guido Harari, Arnaldo Pomodoro e Sandro Veronesi. Prezioso anche il denso materiale di archivio utilizzato, in gran parte proveniente dall’archivio della Fondazione del Corriere della Sera, al quale Fernanda ha affidato le sue memorie più care.

Oltre a mettere in luce il coraggio della Pivano ‒ fondamentale la traduzione di Addio alle armi, che le costò l’arresto in pieno regime mussoliniano, ma anche l’avventura del Beat, con il rifiuto dei valori dominanti nell’America dell’epoca, e il progetto Pianeta Fresco, tra le esperienze di stampa alternativa più originali mai concepite –, il documentario descrive la sua storia d’amore con Ettore Sottsass, insieme al quale trasformò la propria casa in un luogo aperto a tutti gli intellettuali e agli artisti, e la cronaca degli anni più bui, quando sembrava essere stata dimenticata, fino al suo ritorno in auge con il simbolico articolo GRAZIE NANDA, pubblicato dallo scrittore McInerney sul New Yorker nel 1995.

La pellicola riflette sulla vasta eredità culturale lasciata da Fernanda, che seppe essere al contempo testimone e protagonista di cambiamenti storici e sociali epocali e che è tuttora un modello impareggiabile di donna e di intellettuale libero, al di là di ogni classificazione.