Il Parco archeologico di Ercolano

30 ottobre 2019


Quando nel 1710 Ambrogio Nucerino, contadino di Ercolano, cominciò a lavorare a un pozzo per il suo orto certo non poteva immaginare che sarebbe incappato in un’intera città sepolta e dimenticata da secoli: Herculaneum. Scavando era arrivato fino alla cavea del teatro antico coperta da una ventina di metri di materiale vulcanico. Per la prima volta veniva ritrovata una delle città distrutte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: una scoperta eccezionale che non solo ha dato impulso a un nuovo movimento artistico – il Neoclassicismo – ma soprattutto ha fondato l’archeologia moderna.

Da allora, 300 anni di investigazioni e scavi – dai cunicoli (attraverso i quali, ad esempio, ancora si accede al teatro) agli scavi a cielo aperto, testimoniati dalla documentazione storica – hanno dato vita a quello che oggi è il Parco archeologico di Ercolano, protagonista dell’episodio della serie Musei in onda su Sky Arte giovedì 31 ottobre. Un luogo dalla ricchezza straordinaria, valutato dall’UNESCO modello esemplare di conservazione per i siti archeologici di tutto il mondo. Operando in stretta connessione con il proprio territorio, il Parco archeologico si dimostra anche un centro propulsore, oltre che una promessa di nuove sorprese – tanto più se si pensa che l’antica Ercolano è ancora largamente inesplorata. Si stima infatti che solo un quarto della superficie urbana originaria sia stato riportato alla luce, mentre tre quarti della città romana rimangono ancora sottoterra.

Il documentario prodotto da Sky Arte e realizzato da 3D Produzioni condurrà lo spettatore nell’antica Ercolano, facendogli ammirare gli edifici e le abitazioni incredibilmente conservate – la dinamica dell’eruzione ha mantenuto intatti addirittura i piani superiori dei palazzi. Percorreremo così il decumano massimo – l’arteria principale della città – su cui si affacciavano la Sede degli Augustali, dediti al culto dell’imperatore Augusto, e le botteghe dei commercianti, di cui si leggono ancora le insegne con l’offerta dei vini. Entreremo in case e ville splendidamente decorate a mosaico o ad affresco, camminando lungo i colonnati e passando tra gli ambienti in cui si svolgeva una quotidianità ben regolata. Andremo alle terme e poi nella palestra, in cui a fornire acqua alla piscina era un’idra posta al centro della vasca.

Scenderemo poi al livello della spiaggia antica dove – nel 1980 – vennero scoperti gli scheletri di 300 antichi ercolanesi, che si erano rifugiati sotto i fornici delle barche per aspettare soccorso dal mare nei momenti appena precedenti l’eruzione. Di alcuni di loro è stato possibile ricostruire la storia, il livello sociale e addirittura la professione a partire dagli oggetti che portavano con sé – gioielli, sigilli, monete, chiavi di casa… –, oggi esposti nel museo.

Una visita ai depositi da un lato e dall’altro ad alcuni restauri in situ permetterà di conoscere da vicino la vita di un sito in continua evoluzione, le sue statue e la vera particolarità del Parco archeologico di Ercolano, cioè i tanti elementi architettonici e d’arredo in legno carbonizzato che si sono mantenuti e che sono ancora oggi una sfida per i conservatori.

Commentate sui social network la speciale serata attraverso l’hashtag #Musei.


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