Sulle tracce dell’arte

8 Ottobre 2020


La puntata di Artbox in onda su Sky Arte giovedì 8 ottobre si apre presso l’ICCD di Roma, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, che ha invitato i maestri della fotografia di oggi a confrontarsi con l’immenso materiale dell’archivio e a reinterpretarlo secondo il proprio stile. Mario Cresci ha scelto di dialogare con gli scatti di Mario Nunes Vais, che ha ritratto le donne e il bel mondo fiorentino tra Ottocento e Novecento, e con alcune foto di sculture del Gabinetto Fotografico Nazionale. Il lavoro in post-produzione di Cresci, abile sperimentatore, gioca sui dettagli, con sfocature e sovrapposizioni.

Ci spostiamo poi alla Biennale di Venezia per la mostra interdisciplinare Muse Inquiete, che riunisce per la prima volta i direttori delle sei discipline, le muse evocate dal titolo (arte, architettura, musica, danza, cinema e teatro) e li vede misurarsi con i materiali dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee, l’Asac, fondato nel 1928, la settima musa. La mostra, dopo l’inevitabile chiusura a seguito dell’emergenza Coronavirus, vuole testimoniare la vitalità della Biennale e il suo essere dalle origini ‒ 125 anni fa ‒ un “sismografo della storia”. La Biennale è passata attraverso due guerre mondiali, rivoluzioni, sconvolgimenti sociali e politici di cui esiste una ricca documentazione negli archivi. Per esempio la Biennale Arte del ‘48 ‒racconta Cecilia Alemani, direttrice del Settore Arti Visive e coordinatrice di Muse Inquiete ‒ porta per la prima volta a Venezia Picasso; mentre nello stesso anno, nel padiglione greco, Peggy Guggenheim invita gli artisti dell’astrattismo americano, che danno il via a una rivoluzione estetico-culturale. Il curatore della Biennale Musica, Ivan Fedele, si focalizza sui musicisti dissidenti, dai compositori ebrei, autori di una musica degenerata secondo i nazisti, a quelli russi del gruppo di Khrennikov. Il viaggio di Antonio Latella, curatore della Biennale Teatro, inizia con il teatro politico di Bertolt Brecht e la sua censurata Madre Coraggio e finisce con la Biennale del Dissenso di Carmelo Bene. Per finire, l’architetto Hashim Sarkis mette in mostra le tappe salienti della più giovane tra le Biennali, quella di Architettura.

Ricrea, invece, l’atmosfera di modernità e creatività della Belle Époque la mostra Napoli Liberty. N’aria ‘e primmavera inaugurata alle Gallerie d’Italia, prima mostra in assoluto dedicata allo stile Liberty napoletano. Oltre settanta opere tra quadri, sculture, manifesti pubblicitari e manifatture, mobili e splendidi gioielli fanno capire come nell’ultimo decennio dell’Ottocento e nel primo del Novecento anche a Napoli ‒ come a Milano, Torino, Palermo e in gran parte delle capitali europee ‒ si respirò un vento nuovo. Un’aria di libertà, che si riflette nell’arte Liberty. Il tutto nella cornice ideale di Palazzo Zevallos Stigliano che, con le sue balconate e il salone coperto da vetri colorati e ferro, è un esempio stesso di arte Liberty.

Infine Artbox ci farà scoprire i venticinque scatti che hanno come oggetto Coney Island, luogo di suggestioni cinematografiche, musicali, letterarie. Maurizio Coppolecchia l’ha fotografata nel 2009 e ora espone le immagini alla Galleria Kryptos, all’interno del venticinquesimo Photofestival milanese: Uno sguardo pop, quello del producer pubblicitario e cinematografico, da sempre anche appassionato fotografo.


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