Quando l’arte si fa… in strada

15 Agosto 2013


Amsterdam, Lisbona, Praga, Roma, Parigi, Berlino e naturalmente Londra, capitale riconosciuta del genere. Stencil e bombolette, ready made e objet trouvé: la creatività invade strade e piazze, si impossessa di muri e marciapiedi, cartelli e semafori, lampioni e strisce pedonali. L’Europa trasformata in uno sterminato museo a cielo aperto, istintivo e travolgente, da imparare a conoscere nel corso de La notte della street art.

Una imperdibile maratona su Sky Arte HD, che propone senza soluzione di continuità le migliori puntate di Streetosphere , la serie che ha visto scoprire il lavoro dei più interessanti giovani protagonisti del settore. Fuori dalle gallerie, lontano dai contesti istituzionalizzati: nel cuore di quartieri a volte difficili, al centro della vita di intere comunità, che trovano grazie all’arte contemporanea nuovi paradigmi di identità collettiva. Oltre il cliché del graffito.

Il linguaggio dell’arte di strada si evolve di giorno in giorno, superando la cultura Anni Ottanta dei pezzi portati alla ribalta dai vari Obey e Kenny Scharf. Berlino scopre le opere digitali di Aram Bartholl, che innesta chiavette USB nei muri e permette ai passanti di scaricare un universo di immagini e suoni; la grigia periferia post-sovietica di Praga vede il cemento frangersi grazie ai fiori piantati, tra asfalto e guardrail, dall’eccentrica Hana.

Un giro d’Europa seguendo le urgenze dell’arte di oggi. Un’avventura che corre in parallelo a quella raccontata in Buskers, documentario che Chad Taylor dedica ai giocolieri, mimi, acrobati e musicisti che animano le strade e le piazze del mondo. Un altro modo di intendere l’arte di strada, seguendo le vicende di chi ha scelto di trasformare il mondo in un palcoscenico. Vivendo in piena libertà, senza vincoli o confini, la propria dimensione creativa.

La curiosità – Sting, Bon Jovi, Bruce Springsteen, Elisa. Diverse le star italiane e internazionali che hanno provato l’esperienza di suonare in incognito per strada o in metropolitana, nella sfida di rendersi irriconoscibili al proprio pubblico. Trentadue i dollari raggranellati dal violinista Joshua Bell in una stazione della metro di Washington, dove si è esibito con uno Stradivari; poco più di dieci euro quelli raccolti – in circa mezz’ora – da Biagio Antonacci a Milano. Prima di essere interrotto dalle forze dell’ordine…