Radiohead. Un arcobaleno di emozioni

6 dicembre 2012

Thom Yorke, leader dei Radiohead

Sono soliti riempire di fans in visibilio stadi interi, e sono da anni protagonisti di alcuni tra i più popolari festival rock. Ma il loro sound morbido e avvolgente, unito ad una voce dal timbro etereo e quasi sognante, sembra esprimersi al massimo delle proprie potenzialità in dimensioni più intime e calde. Sky Arte HD scende, insieme ai Radiohead, “in the basement “: nello studio di registrazione della band inglese si verifica il miracolo di In Rainbows.

Un concerto imprevedibile, esaltato da un’atmosfera carica di  suggestione, quasi familiare. Una scaletta che affronta le ultime coraggiose evoluzioni di un gruppo che non si è mai piegato alle mode del momento, dettando la linea di un modo di fare musica che ha condizionato gli ultimi vent’anni. Ecco, naturalmente, i pezzi del recente “In Rainbows”; ma ecco anche brani tratti dal rivoluzionario “Kid A”.

La performance ruota attorno alla figura di Thom Yorke: leader mai sopra le righe, capace di catalizzare l’attenzione con la semplice e schietta meraviglia esercitata da una voce unica. Una rockstar suo malgrado; accompagnata dai riff sapienti delle chitarre di Jonny Greenwood, seconda anima della band, e Ed O’Brien; dalla batteria di Phil Selway e dal basso di Colin Greenwood. Una formazione che in quasi trent’anni è rimasta immutata: un miracolo del rock.

Una lunga gavetta quella dei Radiohead, per quasi dieci anni protagonisti di un sottobosco musicale stimolante, che negava però loro le luci della ribalta. È con il terzo album in studio, “OK Computer” che il gruppo abbandona il limbo dell’underground per infiammare le classifiche mondiali: singoli come “Karma Police” e “Paranoid Android” segnano un’epoca, e aprono la strada ad un successo che vale, ad oggi, oltre 30milioni di dischi venduti.