Rembrandt. L’onore e la vendetta

7 maggio 2013


Ha servito Roma con lealtà e umiltà, onorando il patto d’onore con l’Impero che ha sottoscritto per conto del suo popolo. È stato accusato ingiustamente di tradimento, trascinato nell’Urbe in catene: ha visto il fratello Paolo finire giustiziato ed egli stesso ha rischiato la medesima tragica fine. Graziato in extremis si è lasciato sedurre dal germe della più cieca vendetta. Un personaggio inquieto, modernissimo Giulio Civile. Eternato dal pennello di uno tra i più grandi pittori di sempre.

Siamo alla metà del XVII secolo quando Rembrandt van Rijn viene chiamato da un committente a traslare su tela il racconto di Tacito, magnifico cronista dell’antichità, recuperando la tragica vicenda di Civile, orgoglioso re della popolazione barbarica dei Batavi. Tormentata la storia del quadro, al pari di quella del soggetto che rappresenta: un binomio al centro di una nuova puntata di Power of Art.

Guida d’eccezione lungo il fluire della storia dell’arte è Simon Schama, apprezzato accademico in cattedra alla University of Columbia: il suo stile diretto e immediato svela il contesto che ha visto all’opera maestri di prestigio assoluto, raccontando il loro ruolo e il rapporto nella società in cui hanno vissuto. Dalla violenta e pericolosa Roma barocca di Caravaggio fino alla rivoluzionaria Parigi di fine Settecento di David. Arrivando con Rembrandt all’Amsterdam del Secolo d’Oro.

Un periodo ricco di luci, ma anche di ombre: ne è immagine perfetta la parabola artistica di Rembrandt, costretto a finire i propri giorni travolto dai debiti, dopo aver sopportato il dolore di assistere allo smembramento della sua collezione privata, messa all’asta per placare l’avidità dei creditori. La miseria umana del pittore si rispecchia tragicamente nella sorte del suo capolavoro: che viene inspiegabilmente mutilato di una sua parte.