Ricordando Gae, signora dell’architettura

2 Novembre 2012


Una figura riservata, mai sopra le righe: così lontana dagli eccessi che a volte contraddistinguono le archistar. Una donna di polso, forte delle proprie idee, capace di imporsi in un ambiente che a lungo è stato dominato in maniera esclusiva dagli uomini. Gae Aulenti ha segnato un’epoca, grazie ad una lucidità progettuale estremamente raffinata e ad una capacità non comune di leggere il contemporaneo. A poche ore dalla sua scomparsa, Sky Arte HD la ricorda così.

Con un documento unico, uno speciale a cura di Luca Molinari e Raphael Monzini. In un’intervista inedita ed esclusiva, raccolta pochi mesi prima della sua scomparsa, Gae Aulenti si racconta: rilegge i passaggi fondamentali della propria carriera e il rapporto con i grandi dell’architettura del XX secolo, maestri e compagni di un’avventura creativa straordinaria. Spiega il proprio senso per l’estetica, i suoi capisaldi metodologici, i presupposti del suo lavoro.

Nata in Friuli nel 1927, Gae Aulenti ha vissuto la straordinaria stagione della ricostruzione: laureata in architettura al Politecnico di Milano ha affrontato, nel capoluogo lombardo, il dibattito sul nuovo volto da dare ad una città sfregiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Firma importante del “Casabella-Continuità” diretto da Ernesto Nathan Rogers, ha portato determinanti contributi critici: ma a parlare per lei sono state, soprattutto, le sue realizzazioni.

Il nome di Gae Aulenti si lega a doppio filo alla ristrutturazione della Gare d’Orsay di Parigi e al conseguente allestimento del grande museo, celebre nel mondo per la superba collezione di opere impressioniste. Dall’arredo urbano di Piazzale Cadorna a Milano al Padiglione Italiano per l’Expo di Siviglia, fino alla ricostruzione de La Fenice di Venezia: Gae Aulenti ha contribuito a disegnare le nostre città. Firmando interventi che hanno fatto Storia.