Rodolfo Siviero, professione eroe

28 novembre 2014


Ha provato a intervenire sulla nostra memoria collettiva, il regime nazista, agendo in modo tossico sulle tradizioni culturali del Vecchio Continente. Rubando e nascondendo, saccheggiando chiese e musei, strappando alla collettività capolavori assoluti della storia dell’arte: passati dagli altari delle grandi collezioni pubbliche a quelle private dei gerarchi che volevano creare un nuovo mondo. Ma il suo piano, terribile, si scontra con la determinazione di un eroe borghese.

Non aveva altre armi se non la propria cultura, Rodolfo Siviero. Giovane storico dell’arte ingaggiato in gran segreto dai servizi segreti per interferire – durante la Seconda Guerra Mondiale – con il folle piano tedesco volto a depredare anche l’Italia di opere che vanno dal Rinascimento all’Ottocento: patrimoni assoluti dell’umanità, destinati ad impreziosire le case dei gerarchi. Come accadde per la Danae  di Tiziano, per anni in esilio nella camera da letto di Hermann Goering.

L’attività d’indagine di Siviero, le sue incredibili missioni sul campo, le fughe rocambolesche e i travestimenti che usava per mimetizzarsi e svicolare tra le maglie dell’intelligence nazista sono al centro di una nuova puntata di Muse Inquietanti, la serie con cui Carlo Lucarelli ci accompagna alla scoperta dei grandi misteri che circondano il mondo dell’arte. Fra intrighi, furti, omicidi e una raffica di incredibili colpi di scena.

Si calcola siano state circa tremila le opere  messe in salvo da Siviero prima che l’esercito tedesco riuscisse a far perdere le loro tracce. Beato Angelico, Masaccio, Pollaiolo, Rubens, Tintoretto: grazie al lavoro di questo inedito 007 dell’arte il mondo può ancora ammirare tele e tavole di inestimabile valore, strappate con coraggio dall’oblio nel quale le trame oscure della Storia rischiavano di sprofondarle.

La curiosità – Rubata due volte! La Madonna con Bambino  di Masaccio, trafugata dagli Uffizi e recuperata da Siviero, scomparve nuovamente nel 1971. Gli inquirenti riuscirono a trovarla solo nell’aprile di due anni dopo.


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