Sciascia, il coraggio della denuncia

8 maggio 2013


Atto finale per Boo(k)sta, la serie che ha legato a doppio filo il mondo della letteratura a quello della musica, suggerendo un nuovo modo per addentrarsi nel mondo e nelle suggestioni dei più grani scrittori di ieri e di oggi. Ultima puntata per la pillola quotidiana condotta da Davide Dileo, tastierista dei Subsonica ed egli stesso apprezzato romanziere, chiamato a comporre ogni sera l’ideale colonna sonora per accompagnare la lettura dei libri che gli hanno cambiato la vita.

Si chiude con uno tra i più grandi maestri italiani, autore dalla penna raffinata e dall’ammirevole senso civico. Un artista pienamente calato nel proprio tempo, consapevole del ruolo attivo che l’intellettuale deve avere nel cuore della società: aiutando ad interpretare il presente, denunciando le sue aberrazioni e portando un contributo fattivo alla costruzione di quella coscienza condivisa che può instillare il seme del rinnovamento.

Leonardo Sciascia è stato uomo di eccezionale levatura, innamorato in modo viscerale della propria terra – la Sicilia– e come tale acerrimo nemico della mafia. Che ha combattuto con le armi che più gli erano congeniali: quelle della cultura. Attraverso l’attività di opinionista e cronista sulle pagine del Corriere della Sera, ma anche in veste di finissimo narratore. Ne è prova il suo capolavoro: Il giorno della civetta.

Un romanzo d’esordio dal successo sfolgorante, edito in un periodo in cui lo Stato arrivava persino a negare l’esistenza stessa della criminalità organizzata. Dirompente l’effetto del lavoro di Sciascia sull’opinione pubblica: la finzione narrativa, con l’inchiesta con cui l’integerrimo capitano Bellodi prova a svelare la verità di un oscuro omicidio, ricostruisce in realtà la complessa rete di menzogna, crimine e intimidazione attraverso cui opera la mafia.