Tutto il cinema di monsieur Noiret

22 luglio 2013


C’è chi attende la chiamata giusta, chi seleziona i copioni con rigore e meticolosità quasi scientifici; cercando la parte migliore per le proprie caratteristiche, il ruolo che può offrire maggiori margini di espressività. E c’è chi non dice mai di no. Philippe Noiret appartiene a quest’ultima schiera di attori. Istrionico, poliedrico, irrefrenabile: e, soprattutto, innamorato del cinema in tutte le sue forme. Senza se e senza ma.

Sono circa centotrenta i film che l’indimenticabile attore francese ha interpretato in carriera. Capolavori e b-movie, storie eccitanti ed altre più fiacche; produzioni milionarie e piccoli avventurosi progetti indipendenti, drammi e commedie. Semplicemente di tutto. I ricordi di una vita passata davanti alla macchina da presa riaffiorano ne Il saltimbanco gentile, docu-film firmato da Antoine de Meaux. Un’esclusiva Sky Arte HD.

Una lunga intervista a Noiret, realizzata poco prima della sua scomparsa, si intreccia con i racconti di amici e colleghi che hanno accompagnato la sua lunga parabola artistica. Attori del calibro di Jean Rochefort e registi come Philippe de Broca e Bertrand Tavernier, che non esita a paragonarlo per versatilità a Marcello Mastroianni; e poi ancora regine del cinema come Agnes Varda e Monique Chaumette: tanti gli artisti che condividono il proprio ricordo di un personaggio unico.

Innumerevoli gli aneddoti e i dettagli, piccoli grandi frammenti che contribuiscono alla costruzione di un ritratto mai così fedele e completo. Ad emergere è il carattere profondo e contemplativo di un uomo insieme estroso e introverso, capace di fragorose e coinvolgenti risate ma anche di lunghi silenzi. Una figura magnetica, che ha saputo lasciare un segno profondo nella storia del cinema. Di tutto il cinema: amato in modo viscerale e incondizionato.

La curiosità –  Uno studente decisamente svogliato, completamente disinteressato ai libri. Philippe Noiret intraprende la via della recitazione iscrivendosi al Centre Dramatique de l’Ouest dopo una serie ripetuta di insuccessi scolastici: iscritto dal padre in diverse prestigiose scuole di Parigi – tra queste anche il celebre Lycée Janson de Sailly – fallisce più volte nel tentativo di superare l’equivalente francese dell’esame di maturità.