Una chiacchierata con Renzo Piano

8 Luglio 2015

Renzo Piano

I grandi nomi dell’architettura internazionale tornano giovedì sera su Sky Arte HD, portando sul piccolo schermo un indiscusso protagonista del settore, Renzo Piano. Tra i tanti progetti internazionali che lo vedono impegnato in ogni parte del mondo, l’architetto genovese è attivamente coinvolto anche nella definizione dello skyline di Milano, proprio nell’anno di Expo 2015.

Sul filo di un emozionante racconto, il celebre progettista illustrerà al pubblico il suo profondo legame con la città; com’è nello spirito di MI/ARCH, il progetto ideato da Stefano Boeri e incentrato su quei selezionati Architetti per Milano che ne stanno valutando l’eredità storica e immaginando il futuro.
Al centro degli incontri non c’è solo l’architettura, dunque, ma anche la passione per il proprio mestiere e una spiccata sensibilità verso le esigenze del tessuto urbano, soprattutto quando è in continua evoluzione come accade nel capoluogo lombardo.

Ex studente del Politecnico milanese, Renzo Piano ha voluto tenere la propria lezione agli studenti dell’ateneo negli spazi dell’ex Falck di Sesto San Giovanni, dove sorgerà la Città della Salute, suo personale contributo alla nuova definizione del panorama architettonico cittadino.
Frutto di una condivisione di intenti con Umberto Veronesi, il futuro polo di cura e ricerca riunirà l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto neurologico Carlo Besta, facendo di Milano un punto di riferimento imprescindibile nell’ambito della Sanità italiana.

Illustrando al pubblico i contenuti del progetto, Renzo Piano tocca uno degli argomenti a lui più cari, affrontati giornalmente con il gruppo di giovani architetti G124, suoi collaboratori in seguito alla nomina di Senatore a Vita: la necessità di lasciare crescere le città dall’interno, “costruendo sul costruito, riempiendo i buchi neri che sono le ex aree industriali, le ex aree ferroviarie, le ex basi militari”. Un ottimo investimento non soltanto sul futuro di Milano, ma anche sulle nuove generazioni di professionisti.