Uno sguardo al cinema di domani

18 Settembre 2013


Arriva il momento di pensare ad un mondo al plurale. La percezione dello spazio e del tempo si sfalda in un complesso intreccio di piani diversi, multidimensionale, fortemente straniante. Il futuro viene immaginato nuovamente. Lo sviluppo delle nuove tecnologie e dei più avanzati sistemi di comunicazione dimostra come la fantascienza non stia nelle navicelle spaziali o nei robot. Ma all’interno di noi stessi.

È la mente il più ampio campo di indagine del cinema del nuovo millennio, raccontato nell’ultima profetica puntata di The Story of Film. Si chiude con uno sguardo lanciato sul domani l’eccezionale enciclopedia visuale assemblata dal regista canadese Mark Cousins, che ha passato in rassegna miti ed eroi della fabbrica dei sogni, dall’epoca pionieristica del muto fino all’avvento del 3D. Ed oltre.

Gli Anni Zero si aprono in modo quasi programmatico: è l’inquieto David Lynch di Mulholland Drive  a sbancare i botteghini nel 2001, inquietando il pubblico di tutto il mondo con i suoi incubi ad occhi aperti. La realtà percepita si scontra con quella fattuale, nell’impossibilità di scindere sogno e verità: come dimostrano l’amore impossibile tra Jim Carrey e Kate Winslet nell’Eternal Sunshine of the Spotless Mind  di Michel Gondry, o le assurde missioni condotte da Leonardo DiCaprio in Inception .

Sconfigge il tempo Alexander Sokurov, che racconta in una intervista esclusiva il suo Arca Russa , sconfinato piano sequenza che racchiude in un meno di cento minuti quasi due secoli di storia; mentre Apichatpong Weerasethakul si muove lungo la linea di confine tra cinema e video-arte. Non mancano puntate verso mondi… più lontani! Pandora, teatro delle avventure raccontate nell’Avatar  di James Cameron.

La curiosità – Una sola ripresa, senza stacchi e dunque senza montaggio: un’unica giornata sul set, coordinando quasi cinquemila comparse. Con Arca Russa  Alexander Sokurov compie un’impresa da record: replicata ben quattro volte. Errori tecnici hanno infatti reso inutilizzabili le prime tre versioni del film, girato interamente in digitale e riversato su uno speciale hard-disk. Progettato per contenere l’eccezionale mole di dati prodotta.