Vero o falso? Entrambi. Ovvero Jan Fabre

6 Novembre 2013


Una coincidenza certamente casuale, ma fortemente evocativa, quella che vede cadere la sua prima messa in scena nel 1984. Implicito rimando alle ossessioni orwelliane nei confronti di una società distopica, regolata da nuovi, tragici e complessi rapporti di forza. Alla declinazione del potere guarda anche Jan Fabre. Performer, regista e artista visuale, creativo a tutto tondo che riporta sulle scene l’attualissimo The Power of Theatrical Madness .

Erano anni che l’opera non veniva rappresentata, in ossequio alla scelta dell’artista di confinare nella magia dell’effimero la propria fugace e affascinante riflessione sulla dicotomia tra vero e falso, fulcro di un’azione onirica e visionaria. Un tabù che lo stesso Fabre ha deciso di violare, riprendendo in mano il proprio testo e rinnovandone la regia, orchestrando per il Romaeuropa Festival una nuova versione di quello che resta, innegabilmente, uno tra i suoi capolavori.

Il cupo incedere marziale della musica di Wagner trascende nella sensualità di un tango sfrenato, il teatro-danza ispirato alle coreografie di Maurice Béjart si nutre di una profondità concettuale costruita guardando a Bertolt Brecht e Anton Cechov: sul palcoscenico esplode un caleidoscopico uragano di voci, movimenti, situazioni. Sorretto da una mirabile e fragilissima rete di equilibri impossibili, che trasforma il teatro in una parodia della quintessenza del potere.

I giovani attori del collettivo Troubleyn, plasmati come creta da Fabre, sono schegge impazzite, semi di irrefrenabile vitalità. Partono dall’Hans Christian Andersen più anarchico, quello che dietro I vestiti nuovi dell’imperatore  cela la nuda ipocrisia del proprio tempo; e arrivano a scatenarsi in danze orgiastiche, sullo sfondo di scenografie che omaggiano i furibondi tormenti di Michelangelo. Nel completamento di una folle, coinvolgente, opera d’arte totale.

La curiosità – Ventimila mail di insulti. Record di indignazione quello suscitato da Jan Fabre nel 2012, a seguito di una delle sue provocatorie performance. Le associazioni ambientaliste non hanno gradito l’azione che ha visto lanciare in aria gatti vivi sulle scale del Municipio di Anversa.