Viaggio a Caserta. La Versailles italiana

11 Giugno 2014


Accoglie ogni anno quasi mezzo milione di visitatori, sedotti dal fascino del suo giardino all’italiana e di quello all’inglese; dai marmi e dagli stucchi, dalle linee di sublime eleganza di un luogo da sogno, “degno invero d’un re” . Come disse con ammirazione Goethe, viaggiatore innamorato di un luogo unico nel suo genere. La Reggia di Caserta è al centro di un nuovo episodio delle Sette Meraviglie, serie che vede Sky Arte HD svelare le ricchezze più affascinanti del Bel Paese.

Il calendario torna al 1750: nelle campagne nei pressi della città campana fervono i lavori per la costruzione di quella che diventerà, con i suoi due milioni di metri cubi e i quasi cinquantamila metri quadri di superficie, la reggia più grande al mondo. Più imponente dell’Escorial, divina dimora dei re di Spagna; persino più vasta di Versailles, casa di un sovrano sui cui possedimenti non tramontava mai il sole…

Le telecamere si attardano nelle milleduecento stanze di un sublime labirinto, occhieggiando dalle quasi duemila finestre aperte su un parco lussureggiante, semplicemente fiabesco. Svelano le incredibili soluzioni tecniche escogitate da Luigi Vanvitelli per permettere al suo avveniristico acquedotto di alimentare le spettacolari fontane e la maestosa Grande Cascata, frammento di arcadia in terra.

Un’impresa faraonica quella voluta da Carlo di Borbone, che segna il canto del cigno del barocco: il momento di massimo splendore per una teoria dello sfarzo, dell’horror vacui che impone di saturare gli spazi con ori e avori, arredi e dettagli di raffinatissima fattura. Uno scrigno che oggi sa guardare oltre il bagaglio imponente del proprio passato: accogliendo parte della collezione di arte contemporanea di Lucio Amelio. Aggiornando così la meraviglia.  

La curiosità – Un oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra. Così i solerti burocrati del neonato Regno d’Italia censiscono uno tra gli oggetti confiscati nella Reggia di Caserta ai Borbone, nel giorno in cui prendono possesso del fu Regno delle Due Sicilie. Non avevano riconosciuto in quel bacile il bidet di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, il primo mai usato in Italia!