Viaggio nell’Italia delle emergenze

15 Marzo 2014


Ha girato tutto il globo, cacciatore instancabile di storie difficili. È sbarcato ad Haiti nei giorni furibondi che hanno seguito il terrificante terremoto del 2010, ha documentato la folle e orribile ritualità dei tanti suicidi che si commettono in Giappone e si è mosso in cerca di sprazzi di umanità nella desolazione che la guerra ha disseminato in Iraq e in Bosnia. Scegliendo, infine, di tornare a casa. A indagare sulle ferite mai rimarginate dell’Italia.

Massimo Mastrorillo è protagonista dell’ultimo appuntamento con la seconda stagione di Fotografi, la serie che ci ha presentato il lavoro dei più importanti maestri italiani dell’immagine oggi in attività. Un viaggio ricco e articolato, che ha toccato tutte le possibili sfumature dello scatto: dalla moda all’arte, arrivando naturalmente al fotogiornalismo. Ambito che vede Mastrorillo tra le firme più importanti a livello nazionale.

Massimo ci conduce per mano nel cuore ferito di una terra meravigliosa: l’Abruzzo. Nel momento in cui realizza il suo reportage sono passati esattamente cinquecento giorni dal terremoto che ha devastato queste terre austere e meravigliose: ed è come se il tempo si fosse fermato a quei momenti di concitazione e disperazione, con le macerie a ergersi in forma di fantasmagorico monumento alle miserie di un Paese in perenne emergenza.

Da una crisi a un’altra. Quella che vede costantemente aggiornare una lista simile al più tragico dei bollettini di guerra: tante, troppe le morti bianche in Italia, vittime di ritmi di produzione fuori controllo o sistemi di sicurezza spesso inefficaci o addirittura inesistenti. Ai martiri del lavoro è dedicato uno tra i progetti più recenti del fotografo romano, che riesce a restituire con rispetto ma crudo senso della cronaca il dramma di intere famiglie.

La curiosità – I dati più recenti, relativi al 2012, parlano di 790 decessi in un anno. Più di due persone al giorno, in Italia, muoiono sul posto di lavoro: cifra allarmante, che segna però un miglioramento rispetto al recente passato. Solo nel 2008 il numero era di un quinto più alto.