Artisti e migranti: Chagall, Picasso e Mondrian ad Amsterdam

1 novembre 2019


Sono state eseguite da oltre cinquanta autori, tra pittori, fotografi e grafici, le opere protagoniste della mostra Chagall, Picasso, Mondrian and others: Migrant Artists in Paris, visitabile fino al 2 febbraio prossimo allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Almeno due i punti di forza di questo importante progetto espositivo: il focus sul “potere attrattivo” della capitale francese nella prima metà del XX secolo, autentica fucina per i talenti dell’epoca; la possibilità di ammirare, per la prima volta in quasi 70 anni, l’intera collezione di opere di Chagall appartenente all’istituzione olandese. Nel complesso, tale raccolta risulta composta da 38 lavori, tra cui otto dipinti di fondamentale rilievo; alcuni fra questi sono stati restaurati in previsione della mostra.

A ispirare la rassegna è stata la volontà di indagare il contesto parigino dei primi decenni del secolo scorso a partire da quanto avvenuto nel mondo dell’arte. In un periodo storico, come quello attuale, nel quale sembrano riaffiorare tensioni sociali legate ai nazionalismi, la mostra prova a riflettere sul concetto di “migrante”. Il punto di vista scelto è quello degli artisti che scelsero Parigi come propria base operativa. Nonostante la fama e l’autorevolezza progressivamente raggiunte, si sono spesso dovuti confrontare con il medesimo “ostacolo”: il loro non essere francesi.

TRA OPPORTUNITÀ E DIFFICOLTÀ

Come ha inciso tale condizione sulle rispettive carriere? Ci sono state conseguenze a livello umano? E, parallelamente, quanto ha influito Parigi, con le sue possibilità, nella loro ascesa? Pablo Picasso, originario della Spagna, si è sempre sentito un estraneo in Francia; eppure questo Paese non ha mai soffocato il suo genio creativo. Il fatto di essere un ebreo-russo in esilio ha influenzato profondamente la produzione di Chagall, come dimostrano i riferimenti alla solitudine, all’esclusione e la profonda nostalgia di casa rintracciabili in alcuni suoi lavori.

Accanto ai percorsi artistici più noti, la mostra fa luce su storie meno note, ma direttamente riferibili al tema “arte e migrazione”. Getta, ad esempio, uno sguardo nella comunità nera di Parigi, alla quale apparteneva la ballerina e attivista statunitense Josephine Baker: disillusa dall’America, divenne cittadina francese. E, ancora, illustra il contributo rivoluzionario delle artiste, tra cui la tedesca Germaine Krull e le russe Sonia Delaunay e Natalia Goncharova, quest’ultima celebrata a Firenze dall’ampia retrospettiva in corso a Palazzo Strozzi. Un dedalo di spunti di osservazione e di artisti, dunque, che non rinuncia ad attivare un “filo diretto” con il pubblico. Le risposte lasciate dai visitatori nella sezione Salon, in merito a specifiche sollecitazioni, ispireranno per l’intera durata dalla mostra una serie di interventi curati da artisti contemporanei.

[Immagine in apertura: vista dell’allestimento della mostra Chagall, Picasso, Mondrian and others: Migrant Artists in Paris, Stedelijk Museum Amsterdam 2019. Photo Peter Tijhuis]