Ancora pochi giorni per partecipare al bando che finanzia la mobilità internazionale dei giovani performer italiani verso istituzioni estere. C'è tempo fino al 29 marzo per mandare la propria candidatura.

Uscire dai confini del proprio Paese con l’obiettivo di aprirsi alla scena internazionale è un passo fondamentale nella carriera di ogni artista ambizioso, ma anche un traguardo particolarmente dispendioso a livello economico. Per questo motivo, da ben 25 anni, il concorso Movin’Up si pone l’obiettivo di sostenere la mobilità dei giovani artisti italiani attraverso un fondo annuale: la nuova edizione del bando raccoglie candidature fino al 29 marzo.IL BANDO CHE PORTA I PERFORMER ITALIANI ALL’ESTEROFrutto della collaborazione tra la Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura e GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, il bando punta a favorire la circolazione dei giovani creativi, permettendogli di accedere a programmi di formazione, residenza artistica o ricerca offerti da istituzioni estere, coprendo totalmente o in parte le spese del viaggio. L’opportunità è rivolta ad artisti tra i 18 e i 35 anni, che siano stati ammessi o invitati ufficialmente all’estero da enti pubblici o privati per partecipare a esperienze formative o di produzione.COME PARTECIPARE AL BANDOIl budget messo a disposizione ammonta, complessivamente, a 46mila euro, suddivisi in diverse categorie: 30mila euro indirizzati al programma generale, 5mila euro rivolti al focus territoriale per la Regione Emilia-Romagna, e altri 5mila euro destinati al focus internazionale della macroregione adriatico-ionica. Viene anche confermato il premio speciale Movin’up IN, dedicato alla mobilità di ritorno: un riconoscimento di 6mila euro "una tantum" per uno o più artisti che vogliano presentare il risultato della propria esperienza all’estero presso un’istituzione italiana. Per partecipare (con progetti da svolgersi entro il 30 giugno 2024) basta mandare la propria candidatura attraverso il sito web ufficiale.[Immagine in apertura: foto di Ahmad Odeh su Unsplash]
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