Attraverso oltre quaranta opere, tra dipinti e sculture, provenienti da importanti musei italiani e collezioni private, l’esposizione nella cittadina piemontese esplora l'evoluzione del concetto di bellezza nell’arte. Un viaggio dalle opere classiche di epoca romana fino alle tele di maestri contemporanei come René Magritte e Giorgio de Chirico.

Nel corso dei secoli il concetto di bellezza è stato riletto e reinterpretato da ogni corrente artistica in modo sempre diverso. Dai modelli classici di bellezza e bontà, sintetizzati nel termine greco kalokagathìa, la parabola del "bello" prosegue la sua evoluzione anche nell’arte contemporanea. La mostra I tempi del Bello. Tra mondo classico, Guido Reni e Magritte inaugurata lo scorso 18 luglio nella cornice dei Musei Civici Gian Giacomo Galletti, a Domodossola, illustra l'ininterrotto dialogo ininterrotto tra modelli classici e le diverse istanze culturali di ogni epoca. Attraverso una ricca selezione di opere d’arte, l’esposizione accompagna i visitatori in un affascinante viaggio tra classicismo e modernità, alla scoperta delle diverse definizioni artistiche della bellezza. Fino al 12 gennaio 2025.A DOMODOSSOLA LA MOSTRA SUI TEMPI DEL BELLO Il percorso dell’esposizione curata da Antonio D’Amico, Stefano Papetti e Federico Troletti si snoda attraverso le sale di Palazzo San Francesco, consentendo ai visitatori di apprezzare l'evoluzione della bellezza formale nei diversi periodi storici. Partendo da un importante nucleo di statue d’età romana, concesse in prestito dal Museo Nazionale Romano e dalle Terme di Diocleziano, ed esposte per la prima volta nel comune piemontese, la mostra riunisce oltre quaranta opere di artisti illustri, tra cui Guido Reni, Peter Paul Rubens, Mario Sironi e Giorgio de Chirico. Il costante raffronto fra i modelli classici greci e romani, e le opere moderne e contemporanee, offre ai visitatori una possibile chiave di lettura dell’influenza dell’antichità sull'arte occidentale. La mostra porta così ad apprezzare similitudini e divergenze fra l’ideale di bellezza neoclassico proposto, ad esempio, da Antonio Canova nel suo Ritratto di Paolina Bonaparte, e la visione surrealista dei riferimenti classici che emerge con forza da un’opera del XX secolo come Rena à la fenệtre di René Magritte.UN VIAGGIO NELLA BELLEZZA, DA GUIDO RENI A MAGRITTETirando le fila dell’intenso dialogo artistico tra epoche diverse attorno al tema universale della bellezza, e mostrando come ogni artista abbia reinterpretato i modelli classici in base alla propria sensibilità e al sentire estetico e filosofico della propria epoca, I tempi del Bello offre notevoli spunti di riflessione sul tema della bellezza nella nostra società. La mostra invita infatti i visitatori a considerare come tale concetto sia stato utilizzato nel corso della storia per esprimere valori spirituali e culturali, in una sorta di dialogo artistico tra epoche diverse che offre nuove prospettive su temi universali come la classicità, l'armonia e l'umanità.[Immagine in apertura: René Magritte (1898-1967), Rena à la fenêtre (Portrait of Rena Schitz), 1937. Olio su tela, 55 x 73,5 cm. Collezione privata.]
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