Fino al 24 novembre, Spazio Vedova a Venezia ospita una retrospettiva dedicata agli scatti del fotografo Aurelio Amendola, che documentano il processo creativo di tre illustri artisti del secolo scorso: Alberto Burri, Emilio Vedova e Hermann Nitsch.


Un grande merito della fotografia è quello di aver svolto un ruolo fondamentale nella documentazione di altre forme d’arte, rendendo permanenti espressioni altrimenti effimere, come nel caso della performance. Tale riflessione include gli oltre sei decenni di produzione dell'artista pistoiese Aurelio Amendola, che ha dedicato parte della sua carriera ad immortalare gli artisti nei loro atelier. Ha catturato i movimenti nevralgici della creazione di opere tra le più iconiche del Novecento, come documenta la mostra Amendola. Burri, Vedova, Nitsch: azioni e gesti.BURRI, VEDOVA E NITSCH NELL’OBIETTIVO DI AURELIO AMENDOLAEsposta fino al 24 novembre presso lo Spazio Vedova di Venezia e a cura di Bruno Corà, la rassegna riunisce una serie di stampe fotografiche di grandi dimensioni che testimoniando da un punto di vista privilegiato il processo creativo di Alberto Burri, Emilio Vedova e Hermann Nitsch. Negli scatti in mostra è possibile osservare la gestualità energica di Vedova, che coinvolge nell'azione pittorica l’intero corpo, ma anche soffermarsi su Burri mentre esegue le sue opere misurandosi con il fuoco e la combustione. Non mancano le dirompenti azioni di Nitsch, la cui ritualità catartica viene suggellata con agilità dalla macchina fotografica di Amendola.LE FOTO DI AMENDOLA IN MOSTRA A VENEZIA“A Venezia”, spiega il curatore Bruno Corà, “la Fondazione Vedova completa l’esperienza espositiva realizzata in collaborazione con gli Ex Essicatoi del Tabacco di Città di Castello, città natale di Alberto Burri, e con il Museo Nitsch di Napoli, dove Hermann Nitsch ha lavorato a lungo, proseguendo il percorso tracciato dagli artisti anche nella loro costante frequentazione tra Roma, Venezia, altri luoghi e diverse manifestazioni”. Inoltre, chiosa Alfredo Bianchini, Presidente della Fondazione Vedova, “l'esposizione pone in evidenza le diverse modalità "operative" dei tre artisti e dei loro atteggiamenti espressivi e, al tempo stesso, fornisce al più vasto pubblico un ampio spettro di indagine delle caratteristiche di un grande fotografo italiano che con i tre Maestri stabilì una amicizia durevole, reciprocamente proficua”.[Immagine in apertura: (c) Aurelio Amendola, Combustion, 1976. Burri in una fase successiva di lavoro sulla “Grande Plastica”, Morra, Città di Castello]
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