In Astratto

CAMEC - CENTRO ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - dal 20/10/2012 al 24/03/2013

CAMEC - CENTRO ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Piazza Cesare Battisti 1 La Spezia Italia
+39 0187734593
camec@comune.sp.it

Info box

Generi: arte contemporanea, collettiva

Curatori: Matteo Fochessati

La mostra In astratto, accompagnata da un ricco catalogo edito da Silvana Editoriale, intende presentare il peculiare percorso artistico espresso dalla pittura italiana del Novecento – dagli anni Trenta sino ai primi anni Ottanta – nell’ambito delle differenti declinazioni del linguaggio aniconico.In astratto
Abstraction in Italy 1930-1980 / Arte astratta in Italia 1930-1980
Estorick Collection, Londra
27 Giugno – 9 Settembre 2012
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia
20 Ottobre 2012 – 24 Marzo 2013
Con l’istituzione del CRAC Centro Regionale per l’Arte Contemporanea della
Liguria, ufficialmente sancita lo scorso febbraio, l’Assessorato alla Cultura e al
Turismo della Regione Liguria – grazie all’attività di coordinamento svolta dalla
Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo e alla collaborazione con i
comuni di Genova, La Spezia e Savona e di Palazzo Ducale-Fondazione per la
Cultura di Genova – ha posto le basi, all’interno di un più complessivo progetto
organizzativo dei musei operanti sul territorio, per una rete di cooperazione tra
le principali istituzioni pubbliche finalizzate alla promozione dell’arte
contemporanea.
La prima importante iniziativa messa in cantiere dal CRAC è rappresenta
dalla mostra In astratto Abstraction in Italy 1930-1980 / Arte astratta
in Italia 1930-1980, curata da Matteo Fochessati e organizzata dal comitato
scientifico del Centro regionale per l’Arte Contemporanea della Liguria, del
quale fanno parte, oltre alla Fondazione regionale per la Cultura e lo
Spettacolo, il Museo d’arte contemporanea di Villa Croce di Genova, il CAMeC
della Spezia e Palazzo Gavotti, Fondazione Museo di Arte Contemporanea
Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo, di Savona.
La mostra In astratto ha inaugurato il 26 giugno alla Estorick Collection di
Londra, prestigiosa sede museale della capitale inglese interamente dedicata
all’arte italiana del ‘900 (www.estorckcollection.com). In seguito l’esposizione
sarà ospitata, dal 20 ottobre 2012 al 24 marzo 2013, presso le sale del CAMeC
della Spezia.
La mostra In astratto, accompagnata da un ricco catalogo edito da Silvana
Editoriale, intende presentare il peculiare percorso artistico espresso dalla
pittura italiana del Novecento – dagli anni Trenta sino ai primi anni Ottanta –
nell’ambito delle differenti declinazioni del linguaggio aniconico. L’esposizione si
struttura attraverso una selezione di opere provenienti esclusivamente
dalle tre principali istituzioni museali liguri dedicate all’arte
contemporanea, che in questi ultimi anni hanno incrementato il loro patrimonio
artistico attraverso l’acquisizione di alcune prestigiose raccolte private.
Il Museo d’arte contemporanea di Villa Croce di Genova ospita la collezione
di Maria Cernuschi Ghiringhelli che, costituita da 233 opere (tra dipinti,
sculture e lavori su carta), testimonia un percorso trentennale nella ricerca
artistica astratta del ‘900. Maria Cernuschi, moglie di Virginio (detto Gino)
Ghiringhelli, pittore e proprietario della galleria milanese Il Milione, diede avvio
già a partire dagli anni ’30 alla sua attività collezionistica dedicata a dipinti,
disegni, sculture, grafiche di arte astratta, italiana e straniera.
Il CAMeC della Spezia ha acquisito agli inizi del 2000 la collezione di Giorgio
Cozzani, dedicata a un’estesa e capillare documentazione delle diverse
tendenze espressive del XX secolo. Questa raccolta si è integrata, all’interno
del percorso espositivo del museo, con le opere acquistate dal Comune della
Spezia in occasione delle diverse edizioni del Premio del Golfo (1949-1965)
che, inaugurato negli anni Trenta sotto gli auspici del Futurismo, proseguì nel
dopoguerra attraverso una serie di importanti rassegne delle principali correnti
artistiche dell’epoca.
Le opere provenienti da Palazzo Gavotti, Fondazione Museo di Arte
Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo di Savona
appartengono infine alla cospicua collezione donata da Milena Milani, scrittrice,
giornalista, artista visuale e esponente di primo piano del movimento
spazialista di Lucio Fontana. Compagna di Carlo Cardazzo, uno dei più
importanti galleristi italiani del dopoguerra, la stessa Milani fu protagonista di
alcune rilevanti fasi di ricerca artistica dell’epoca, spesso strettamente
connesse alla vita culturale di Savona e di Albisola.
La mostra si prefigge dunque un duplice obiettivo: innanzitutto quello di
presentare a un audience internazionale questo importante patrimonio
artistico, promuovendone la conoscenza e la diffusione e valorizzando i
potenziali percorsi di integrazione tra le differenti collezioni. In secondo luogo,
proprio grazie alla significativa presenza all’interno delle singole raccolte di
rilevanti nuclei di arte astratta italiana, è possibile tracciare un percorso
coerente e omogeneo tra le diverse fasi della ricerca aniconica del Novecento.
Attraverso le opere di Bogliardi, Fontana, Ghiringhelli, Licini, Magnelli, Munari,
Radice, Reggiani, Rho e Soldati, l’esposizione prende avvio dalle esperienze
concretiste degli anni Trenta, sviluppatesi intorno all’attività della Galleria Il
Milione e alla complessiva attività promozionale e teorica che, in stretto
contatto con il contesto artistico internazionale, si manifestò in quegli anni a
Milano a favore delle tendenze emergenti.
Quest’area di ricerca trovò ulteriori esiti espressivi nell’ambito delle esperienze
del MAC (Movimento Arte Concreta), fondato a Milano nell’immediato
dopoguerra e la cui attività si diffuse capillarmente a livello nazionale
attraverso la rete dei diversi gruppi locali, tra i quali quello ligure, di cui sono
documentate in mostra le voci più significative (Allosia, Mesciulam e Oberto).
In contrasto con la lezione stilistica e i peculiari modelli di riferimento culturale
di tale fenomeno, in questi anni emersero tuttavia in Italia una serie di ricerche
pittoriche riconducibili – ad esempio attraverso le opere di Renato Birolli,
Giuseppe Capogrossi, Emilio Scanavino e Emilio Vedova – alla poetica
dell’Informale e alle sue differenti specificità linguistiche di segno, gesto e
materia. Alcuni tra i protagonisti di questo complesso dibattito artistico – basti
solo citare i nomi di Lucio Fontana e Piero Manzoni – aprirono quindi la strada,
a fianco di artisti come Enrico Castellani e Antonio Bonalumi, alle tensioni
espressive dell’arte concettuale e a inediti approcci estetici nei confronti della
ricerca pittorica.
Se le emergenti tendenze neoconcretiste e gestaltiche diedero vita a
esperienze di indirizzo ottico-percettivo, come quelle rappresentate in mostra
da Gianni Colombo, Dadamaino e Franco Grignani, la specifica azione analitica
e il grado zero espressi dalla pittura di Fontana e Manzoni rappresentarono, a
partire dai primi anni Settanta, un apporto fondamentale per le successive
sperimentazioni linguistiche nell’ambito dell’area di ricerca della Pittura
Analitica.
La mostra ordinata attraverso sei sezioni tematiche e cronologiche
(Astrazione storica; Il MAC e le ricerche concretiste; Informale; Verso il
concettuale; Ricerche ottico-percettive; Pittura Analitica-Nuova Pittura)
presenta una selezione di opere dei seguenti artisti:
Giuseppe Allosia, Renato Birolli, Oreste Bogliardi, Agostino Bonalumi, Rocco
Borella, Antonio Calderara, Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani, Alfredo
Chighine, Gianni Colombo, Roberto Crippa, Dadamaino, Piero Dorazio,
Gianfranco Fasce, Lucio Fontana, Marco Gastini, Gino Ghiringhelli, Franco
Grignani, Osvaldo Licini, Alberto Magnelli, Piero Manzoni,Galliano Mazzon,
Giuliano Menegon, Plinio Mesciulam, Ennio Morlotti, Bruno Munari, Gualtiero
Nativi, Mario Nigro, Martino Oberto, Claudio Olivieri, Achille Perilli, Enrico
Prampolini, Mario Radice, Mauro Reggiani, Regina, Manlio Rho, Piero Ruggieri,
Emilio Scanavino, Paolo Scheggi, Turi Simeti, Raimondo Sirotti, Atanasio
Soldati, Giulio Turcato, Valentino Vago, Emilio Vedova, Claudio Verna,
Gianfranco Zappettini.