
Come sta cambiando l’architettura giapponese?
Architettura
01 aprile 2025

Come sta cambiando l’architettura giapponese?
Architettura
01 aprile 2025
In Giappone l’architettura si trasforma, diventando una pratica di adattamento, recupero e dialogo con il territorio. A Mendrisio, in Svizzera, la mostra “Make Do with Now. Nuovi orientamenti dell’architettura giapponese” esplora questa svolta attraverso progetti e studi che stanno riscrivendo il ruolo dell’architetto nella società nipponica.
In un Paese come il Giappone, segnato da eventi traumatici come il terremoto del 2011 e il disastro di Fukushima, l’architettura sta imparando a rivolgere il proprio orizzonte al patrimonio esistente, valorizzando le risorse disponibili e senza perdere di vista i bisogni reali delle comunità. È una trasformazione silenziosa ma profonda, guidata da architetti che operano ai margini delle grandi città, spesso in contesti dimenticati, con materiali di recupero e soluzioni condivise. A Mendrisio, in Svizzera, il Teatro dell’architettura ospita una mostra che si concentra su una generazione di progettisti che ha risposto in modo rivoluzionario alle crisi ambientali e sociali del Giappone contemporaneo. Curata da Yuma Shinohara e prodotta dal S AM Swiss Architecture Museum, Make Do with Now. Nuovi orientamenti dell’architettura giapponese è il progetto espositivo che concede di entrare in contatto con le voci e le tendenze emergenti dell’architettura nipponica.
IN SVIZZERA LA MOSTRA SULL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA GIAPPONESE
Il percorso espositivo si articola in due sezioni principali, capaci di restituire uno sguardo d’insieme su questa svolta culturale. La prima raccoglie venti progetti realizzati negli ultimi cinque anni da studi emergenti tra cui Lunch! Architects, VUILD, e t e c o. Questi lavori, diversi per scala e destinazione, dimostrano come l’architettura possa reinventarsi partendo da ciò che già esiste: edifici dimenticati, materiali di recupero, contesti periferici. A guidare ogni intervento non è la volontà di imporsi sul paesaggio, ma l’ambizione di ascoltarlo e rigenerarlo, mettendo in discussione i paradigmi tradizionali di bellezza, efficienza e prestigio. Le superfici imperfette, le forme ibride, i processi partecipativi si fanno così cifra stilistica e manifesto etico. Il risultato è una nuova grammatica visiva che riflette le fragilità e le potenzialità del nostro tempo, in netta rottura con l’estetica levigata a cui ci ha abituato l’architettura giapponese del passato recente.
IL FUTURO DELL’ARCHITETTURA IN GIAPPONE? L’ADATTAMENTO
La seconda parte del percorso si concentra sul lavoro di cinque studi giapponesi – Mio Tsuneyama, 403architecture [dajiba], CHAr, tomito architecture e dot architects – selezionati per la loro capacità di ripensare radicalmente il ruolo dell’architetto nella società. In una narrazione immersiva che unisce fotografie, modelli, video e interviste realizzate ad hoc, questi progettisti invitano il visitatore a osservare l’architettura non come un oggetto, ma come un processo in costante dialogo con le comunità e i territori. Attraverso le loro testimonianze emergono pratiche attente alla manutenzione, alla riparazione, alla temporalità degli spazi, capaci di trasformare la scarsità in risorsa e la marginalità in laboratorio creativo. Make Do with Now. Nuovi orientamenti dell’architettura giapponese si può visitare dall’11 aprile al 5 ottobre 2025.
[Immagine in apertura: dot architects, Chidori Bunka, Osaka, 2014–19 © Yoshiro Masuda]
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