Femminilità radicale

GUCCI MUSEO - dal 20/02/2014 al 07/09/2014

GUCCI MUSEO

Piazza della Signoria Firenze Italia
+39 05575923302
guccimuseo@it.gucci.com

Info box

Generi: collettiva, arte contemporanea

Autori: Lee Lozano, Alina Szapocznikow, Evelyne Axell

Curatori: Martin Bethenod

I dipinti e le sculture in mostra sono una significativa testimonianza di come tra gli anni Sessanta/inizio Settanta il corpo femminile, e in particolare il corpo delle artiste, sia stato un potente strumento di critica e sovversione.Firenze, febbraio 2014 – Il Gucci Museo di Firenze incentra la programmazione 2014 del Contemporary Art Space sulla riscoperta di tre significative protagoniste dell’arte del Novecento: l’americana Lee Lozano, la polacca Alina Szapocznicow e la belga Evelyne Axell.

La collettiva “Femminilità radicale”, curata da Martin Bethenod – direttore delle istituzioni veneziane Palazzo Grassi e Punta della Dogana – presenta una selezione di nove opere provenienti dalla Collezione Pinault.

I dipinti e le sculture in mostra sono una significativa testimonianza di come tra gli anni Sessanta/inizio Settanta il corpo femminile, e in particolare il corpo delle artiste, sia stato un potente strumento di critica e sovversione.
Il corpo è qui inteso in molteplici varianti: il corpo reale, protagonista delle opere di Evelyne Axell; il corpo concettuale, caro ai progetti di Lee Lozano che confondono il limite tra Arte e Vita; il corpo frammentato, caratteristico delle sculture al confine tra Arte e arte decorativa di Alina Szapocznicow.

Il corpo è indagato come oggetto trasposto nell’astrazione e raffrontato alla banalità dell’universo maschile (evidente nelle opere di Lee Lozano) e come soggetto critico rispetto alla Storia dell’Arte, secondo il pensiero artistico di Evelyne Axell. Ma il corpo è anche simbolo di desiderio, ornato dei simboli della seduzione – per la Axell e la Szapocznicow – e il suo esatto contrario: emblema di sofferenza, minacciato dalla malattia e dalla morte come nelle toccanti rappresentazioni di Szapocznicow e Lozano.

Per la prima volta in Europa, un’unica sede espositiva riunisce le principali opere di queste tre artiste. Il percorso chiarisce la singolarità e la radicalità delle posizioni concettuali di Lozano, Axell e Szapocznicow, le cui scelte anticonvenzionali sono state determinanti per una ingiusta e prematura esclusione dal mondo dell’arte, di cui hanno sempre rifiutato le regole.
La loro recente riscoperta, grazie a importanti mostre personali e collettive – fra cui “Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958-1968”, presentata con successo a Filadelfia e al Brooklyn Museum di New York nel 2010/2011 – riporta la giusta attenzione sulla straordinaria libertà di pensiero, potenza e attualità di tre artiste di assoluto valore.

BIOGRAFIE

Evelyne Axell (Namur, Belgio, 1935 – Gent, 1972). Dopo gli studi d’ arte (in particolare dedicati alla lavorazione della ceramica) e un inizio di carriera come attrice, nel 1963 si dedica alla pittura, diventando in Belgio una figura di spicco della Pop Art. Attraverso molteplici medium artistici (pittura, collage, disegno, performance – è noto l’happening in cui inserisce fra il pubblico della Foncke Galerie di Gand una donna nuda, con indosso solo un casco da cosmonauta) esplora i temi dell’erotismo, della femminilità, del culto dell’automobile, del viaggio nello spazio, in un sottile connubio di seduzione e provocazione. La sua opera viene riscoperta negli anni 2000 e presentata nell’ambito di grandi mostre che rivalutano il ruolo delle artiste degli anni Sessanta e Settanta, sia in collettive negli USA (“Seductive Subversion: Women Pop Artists, 1958-1968” a New York e Filadelfia nel 2010-2011) che in Europa (“Power up, female Pop Art” a Vienna nel 2011). Importanti personali sono state allestite a Bruxelles, Amburgo e Mönchengladbach.

Lee Lozano (Newark, 1930 – Dallas, 1999). Il lavoro di Lee Lozano è inizialmente caratterizzato da uno stile espressionista crudo, dove la rappresentazione di utensili (chiodi, viti, martelli…) si coniuga a evocazioni esplicitamente sessuali. Nella seconda metà degli anni Sessanta, Lozano si orienta verso un’estetica più minimalista atta a esplorare le proprietà fisiche della luce. Nel 1969 avvia una serie di progetti concettuali straordinariamente radicali e significativi che rimettono in discussione con violenza la società capitalistica patriarcale contemporanea. Per “General Strike Piece” (1969), abbandona ogni relazione con il mondo dell’arte e del suo mercato, rifiutando di esporre o di comunicare con persone appartenenti a questo universo. Nel 1971 la scelta è ancora più radicale: con l’azione intitolata “Decide to Boycott Women”, che durerà oltre vent’anni, l’artista rinuncia a qualsiasi contatto con le donne. Dopo un periodo di eclissi, l’opera di Lee Lozano viene riscoperta alla fine degli anni Novanta: mostre personali, come quella ospitata dal MOMA PS1 di New York nel 2004, e partecipazioni a importanti collettive, come “Transgressive Women” a Austin nel 2003 (a fianco di Yayoi Kusama e Ana Mendieta), o “Wack, Art and the Feminist Revolution” al MOCA di Los Angeles nel 2007, le restituiscono il posto che le spetta nella storia dell’arte della fine del XX secolo.

Alina Szapocznicow (Kalisz, Polonia, 1926 – Praz-Coutant, Francia, 1973). La giovinezza della Szapocznicow è segnata dalla tragica esperienza del Ghetto e dei campi di concentramento nazisti. Alla liberazione di Auschwitz, si stabilisce a Praga, quindi a Parigi, dove studia presso l’Ecole Nationale Superieure des Beaux Arts. La sua carriera di artista inizia negli anni Cinquanta in Polonia, Paese che rappresenta alla Biennale di Venezia del 1962, per poi proseguire nella Capitale francese. Attraverso il disegno, e soprattutto la scultura (dove sperimenta vari materiali fra cui resina poliestere e poliuretani, spesso abbinati a objets trouvées), Alina Szapocznicow fa del suo corpo il suo soggetto privilegiato: corpo fatto a pezzi, corpo sofferente, corpo preda della malattia – che finirà per vincere su tutto. Ma anche corpo che desidera, intriso di una seduzione ambigua e di un onirismo quasi surrealista. Dopo un periodo di oblio, Alina Szapocznicow viene riscoperta negli anni 2000 attraverso una serie di personali, fra cui si segnala la mostra “Alina Szapocznikow: Sculpture Undone, 1955-1972”, allestita al Wiels – Contemporary Art Centre di Bruxelles e al MOMA di New York nel 2012.

90TH ANNIVERSARY CELEBRATIONS CULMINATED WITH OPENING OF THE GUCCI MUSEO
A TRIBUTE TO THE HOUSE’S HISTORICAL ARCHIVE AND CREATIVE PATRIMONY

A year of events in celebration of Gucci’s 90th anniversary culminated on September 28th, 2011, with the official public opening of the GUCCI MUSEO (guccimuseo.com) inside the historic Palazzo della Mercanzia located in Florence’s Piazza Signoria. It was in 1921 that Guccio Gucci opened his company and first store in Florence with a dream and a vision that still lives on today through a heritage of icons and values that continue to inspire the House.

Conceived by Gucci Creative Director Frida Giannini, the GUCCI MUSEO is a living space encapsulating the House’s “Forever Now” philosophy. A permanent exhibition from its rich and culturally significant archive, which has been preserved and amplified throughout the years, will be juxtaposed with contemporary art installations supported by the Pinault Foundation. An icon store, bookshop, caffè and gift shop complement the exhibition spaces to create a destination location for visitors.

Commenting on the founding of the GUCCI MUSEO Frida Giannini said, “Ever since my first visit to the archive when I joined Gucci nine years ago, I have felt a deep commitment to the House’s legacy and have wanted to expose the rich archive in celebration of the remarkable narrative behind so many of our iconic products and motifs. As Gucci turns 90 this year, I felt it was the right moment to inaugurate our own space, where hidden treasures would be open to public viewing for the first time. In this way the GUCCI MUSEO will both conserve and celebrate the most significant moments in the history of the House, providing an official account of its origins, evolution and cultural influence.”

The ancient Palazzo della Mercanzia, dating back to 1337 and still today a symbol of the Florentine arts and craftsmanship, spans from Piazza della Signoria to Piazza San Firenze and originates from two splendid buildings, respective offices of the Ufficio della Condotta degli Stipendiati and the Università dei Mercanti and Ufficio della Mercanzia, in the time of the Medici. The internal restoration that has taken place respects the building’s history through the use of materials which integrate naturally with the original architecture.

Patrizio di Marco, Gucci’s President and CEO, said, “We have decided to give life to something very dynamic and engaging. Visitors to the GUCCI MUSEO will not have the impression of a nostalgic celebration, instead our aim has been to create a destination experience where people can appreciate and enjoy our history, but at the same time understand how innovative and alive Gucci is today.” Di Marco continued, “The GUCCI MUSEO is also a tribute to our hometown. Although Gucci is a truly international company today, we absolutely remain a Florentine success story. We owe much of our success to the traditions, skills and innovation of our local artisans, who proudly represent the values of the Made in Italy label. We are extremely grateful to the City of Florence for its enthusiastic support in permitting us to locate the museum within such an historically important building in the heart of Florence.”

The GUCCI MUSEO spans 1,715 square meters across three floors and is divided into different thematic rooms inspired by the House’s iconic motifs and symbols. While the ground and upper floors of the building present the public displays, the private basement houses the vault that contains the Gucci Archive: an immense collection of ready-to-wear, accessories, objects, documents and photographs, meticulously collected, catalogued, and conserved to document the creative universe and cultural influence of the House’s heritage.

The ground floor hosts the Gucci Caffè, a meeting space that not only welcomes visitors into the museum, but also provides a new and attractive gathering place for Florentines and visitors to the city alike. The menu will offer a varied selection of healthy dishes boasting entirely organic, local ingredients.
In the adjacent space there is the Bookstore, which will be managed in conjunction with Rizzoli, now coming to Florence adding to its other existing locations in New York, London and Milan. Thanks to this partnership, the GUCCI MUSEO will be offering publications for enthusiasts of art, fashion, photography and architecture, through a curated selection of contemporary and vintage works. Sharing Gucci’s values of tradition and innovation, Rizzoli’s involvement will ensure that the Bookstore becomes quickly recognised as an authoritative destination for book lovers. In the same space, a gift shop will offer the chance to purchase exclusive collectible items including iPhone and iPad cases, scented candles, bookmarks, totes, postcards, 3D Signoria pop-up cards, leather postcards, luxury stationery and Carand’Ache crayons and chocolates all with the GUCCI MUSEO trademark. In the spirit of today’s connected age, visitors may take advantage of a social area for a coffee or to go online using the museum’s wireless network. Nearby, the Icon Store will offer the possibility to purchase from the exclusive Icon Collection of unique editions, including bags such as the New Jackie, the New Bamboo, the Stirrup, the Horsebit Chain, as well as the horsebit moccasin, the Flora scarf, all designed by Giannini with exclusive colors and detailing especially for the GUCCI MUSEO.

The permanent exhibition space begins on the ground floor, where the theme Travel fills a large room with an exhibit of trunks, suitcases, accessories and articles created for the international jet-set, whose custom helped to bring international acclaim to Gucci in the Fifties, Sixties and Seventies. It was in fact “Valigeria e Articoli da Viaggio” (Suitcases and travel accessories) that defined Guccio Gucci’s first collections having himself been inspired by the luggage laden clientele arriving at London’s Savoy Hotel, where he found work as a porter in his earlier years.

The journey through the history of Gucci continues to the first floor, which is dedicated to the representation of other Gucci themes and icons. From the Flora World, the eternal motif that over time has spurred multiple interpretations and stylizations on a range of items; to Handbags, a thread of design and artisanal excellence that recollects historic handbag models, true cult objects sought after still today; to Evening, which unveils the dream of the evening gown and the magic of red carpet creations worn to prestigious events; and onto Precious, displaying unique clutches and rare valuables.

The Contemporary Art Space is also located on the first floor, where contemporary art works from selected artists will be exhibited in collaboration with the Pinault Foundation. The adjacent room will feature video and film installations from the most original and contemporary productions of “movie art,” as well as screenings both of landmark films that Gucci has helped to restore through its collaboration with Martin Scorsese’s The Film Foundation and documentaries for which Gucci has provided finishing funds through the Gucci Tribeca Documentary Fund.

The exhibition of the permanent collection continues on the second floor with Logomania, a space chronicling the evolution of the double G monogram, tracing a story within history, whose protagonist is the timeless graphic sign that has become an emblem of Made in Italy. The final themes of Lifestyle and Sport complete the museum journey with an ode to the House’s iconic symbols and products that have been inspired by the worlds of sport and leisure.

The GUCCI MUSEO has been inaugurated during Milan Fashion Week on September 26th with an exclusive private dinner in the Palazzo Vecchio, one of Florence’s most historically important buildings and seat of the city’s municipal offices, located next to the Palazzo della Mercanzia. From September 28th the museum is open to the public and remains permanently open throughout the year. Admission is 6 Euros with 50% of each ticket sale benefitting a fund to help the City of Florence preserve and restore the city’s signature art treasures.

guccimuseo.com

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