Francesco e la Croce dipinta

GNU - GALLERIA NAZIONALE DELL'UMBRIA - dal 29/10/2016 al 29/01/2017

GNU - GALLERIA NAZIONALE DELL'UMBRIA

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Generi: arte antica

Una grande mostra, tra le più importanti di questa fine d’anno. È Francesco e la Croce dipinta, l’esposizione curata da Marco Pierini.Una grande mostra, tra le più importanti di questa fine d’anno.

È Francesco e la Croce dipinta, l’esposizione curata da Marco Pierini, in programma dal 30 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017 alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, che documenta, attraverso 9 capolavori, tutti di provenienza umbra, lo sviluppo della croce dipinta, a partire dagli anni settanta del Duecento fino al primo ventennio del secolo successivo, in cui il motivo iconografico si legò sempre più frequentemente alla figura di san Francesco d’Assisi, spesso rappresentato ai piedi della croce, in adorazione del Cristo.

Ciascuna opera esposta sarà esaltata da un’illuminazione creata ad hoc da Rimani società nata nel 2015, ma la cui storia recente è caratterizzata da un passato nel segno dell’innovazione, della tecnologia e del prestigio.
Rimani ha ben interpretato l’ampio spazio che caratterizza la Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, contraddistinto da un ampio volume (circa 28x14x10m) e dalla geometria semplice e regolare, scandita dagli sfondati finestrati che si alternano alle travature portanti a soffitto.

Rimani ha quindi pensato che fosse proprio il soffitto a ospitare e a occultare l’impianto illuminotecnico, nascondendolo tra i toni scuri e sfumati del legno e allontanandolo alla massima distanza dall’osservatore, riducendo così al minimo l’intralcio visivo delle apparecchiature.

Tuttavia, le elevate distanze (generalmente oltre i 6m) rendono difficile un’illuminazione puntuale e focalizzata dei soggetti esposti “a terra”. In questo caso, a circa 8/9m di distanza dalle opere, l’impiego di un sistema ottico altamente concentrante (fino a 4°), ha permesso di circoscrivere i fasci luminosi su lavori della grandezza anche di poche decine di centimetri, evitando, al contempo, il disagio dovuto agli abbagliamenti spesso conseguente all’uso di normali proiettori.
Tutto ciò, assieme alle straordinarie proprietà della luce, restituisce all’osservatore un’elevata qualità e veridicità dei colori.
Nonostante la sua storia relativamente recente, Rimani può vantare un vissuto che si identifica nella lungimiranza e nell’innata capacità di saper cogliere le esigenze del mercato di un illuminato imprenditore: Carlo Albano.
Grazie all’esperienza decennale maturata nell’ufficio tecnico di una multinazionale belga, Carlo Albano ha trasmesso il suo know-how nell’azienda da lui fondata nel 1989: Ilti Luce, da subito affermatasi come leader in Italia nell’applicazione delle fibre ottiche e poi dei LED nel mondo dell’illuminazione museale.
Ha curato, come primo incarico, l’illuminazione di un’ampia serie di reperti del Museo Egizio di Torino.
Tra i lavori più significativi ci sono la Sacra Sindone a Torino, la Mostra sull’Arte Russa a Palazzo Fortuny, la Mostra Maya a Palazzo Grassi di Venezia, la Mostra itinerante Nefertari (Roma, Bari, Torino, Venezia), i Musei Vaticani, la Necropoli Vaticana e tanti altri ancora.

Seguendo la sua visione e le sue intuizioni, Carlo Albano ha dato vita a una nuova avventura imprenditoriale: Rimani, un nuovo capitolo nella storia dei sistemi illuminanti, un rapporto inedito tra uomo e luce.
Nel nucleo fondante dell’azienda ci sono Massimiliano Negri e Stefano Terrosi, competenze differenti in architettura, elettronica, informatica e domotica, per la creazione di soluzioni altamente efficienti. L’obiettivo è offrire una Luce innovativa, orientata allo Human Centered Design.

Ogni progetto comincia da un bisogno umano e si sviluppa in maniera specifica e creativa con la realizzazione di strumenti interconnessi, per rendere la luce fruibile e ottimale in relazione ad ogni contesto. Questo significa servirsi di tecnologie professionali intelligenti e durature nel tempo, che mirino a un’alta qualità della vita.

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Immagine in copertina: Il Christus Triumphans del Maestro di Cesi e la Croce dipinta del Maestro Espressionista di Santa Chiara