
Un'eccezionale mostra su Caravaggio a Roma per il Giubileo 2025
Arte
23 gennaio 2025

Un'eccezionale mostra su Caravaggio a Roma per il Giubileo 2025
Arte
23 gennaio 2025
Dal 7 marzo al 6 luglio 2025, Roma celebra Caravaggio con una mostra imperdibile alle Gallerie Nazionali di Arte Antica. La retrospettiva riunisce capolavori autografi e prestiti internazionali, offrendo un viaggio nell'arte innovativa e visionaria del maestro.
Nell’anno del Giubileo, Roma omaggia il maestro assoluto della pittura del Seicento: Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Dal 7 marzo al 6 luglio 2025, infatti, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini ospitano Caravaggio 2025, una mostra che riunisce un numero eccezionale di dipinti autografi del maestro e opere raramente visibili, intrecciando i capolavori della collezione del museo ai prestigiosi prestiti provenienti dalle più illustri istituzioni internazionali.
ROMA OMAGGIA CARAVAGGIO NELL’ANNO DEL GIUBILEO
A cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, l’ambizioso progetto esplora l’innovazione di Caravaggio nel contesto artistico, religioso e sociale del suo tempo, mettendo in luce la potenza rivoluzionaria della sua visione pittorica. L’allestimento tematico – che riflette la drammatica teatralità e l’uso rivoluzionario della luce che caratterizzano le opere dell’artista – guida il visitatore attraverso la forza narrativa delle sue rappresentazioni.
Il percorso si articola in sezioni, ognuna dedicata a un periodo della produzione di Caravaggio: si parte dall’esordio romano a cavallo tra il Cinquecento e Seicento, per poi entrare nel vivo del linguaggio caravaggesco, sempre in bilico tra sacro e profano. Si approda così ai drammi religiosi (come nel caso della Cattura di Cristo proveniente dalla National Gallery of Ireland di Dublino), per poi esplorare, attraverso l'intesità del realismo caravaggesco, la nascita del ritratto moderno.
I CAPOLAVORI DI CARAVAGGIO ESPOSTI A ROMA
Tra i capolavori in mostra spiccano il Ritratto di Maffeo Barberini, presentato al pubblico per la prima volta dopo sessant’anni dalla sua riscoperta, e l’Ecce Homo del Museo del Prado, che torna in Italia dopo secoli. Ad arricchire l’esposizione anche la Santa Caterina del Museo Thyssen-Bornemisza, e il suggestivo confronto tra Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini e la Marta e Maddalena del Detroit Institute of Arts. La mostra offre inoltre un’opportunità irripetibile: quella di ammirare i tre capolavori commissionati dal conte Ottavio Costa – Giuditta e Oloferne, San Giovanni Battista e San Francesco in estasi –, accanto ad altre opere iconiche come I Bari e il Martirio di Sant’Orsola.
[Immagine in apertura: Caravaggio (Michelangelo Merisi), Giuditta e Oloferne, 1598-1602 olio su tela; 145x195 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini, Roma (IT). Crediti: Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma (MiC) - Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la storia dell'arte/Enrico Fontolan]
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