Le celebrazioni per i cinquant'anni dalla morte di Pablo Picasso proseguono, e al Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid arriva una mostra che fa luce sulle iconografie cristiane, profane e mitologiche del maestro del Cubismo. Fino al 14 gennaio 2024.

A cinquant’anni dalla morte di Pablo Picasso, la Spagna e il mondo intero lo celebrano con numerose mostre disseminate per il globo. Tra le tante iniziative, una delle più interessanti è senza dubbio quella organizzata dal Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid. Picasso: il Sacro e il Profano, a cura di Paloma Alarcó e visitabile fino al 14 gennaio 2024, si presenta come l’ultimo tassello di una serie di progetti avviati dal museo proprio in occasione della ricorrenza. LA MOSTRA DI PABLO PICASSO A MADRID Tutti ricordano i grandi capolavori del "padre" del Cubismo. Ciò che invece in pochi conoscono è la sua fascinazione per il legame tra l’arte figurativa e il “sacro”, lo spirituale. Picasso si considerava infatti una sorta di “sciamano”, in grado, attraverso la pittura, di esorcizzare le continue sfide che l’umanità si trovava ad affrontare in quel periodo storico. Non a caso, Picasso guardò spesso all’arte del passato, ai temi antichi e quasi atavici, creando lavori in cui il sacro e il profano quasi si fondono. Ed è per questo che il progetto espositivo a Madrid si concentra sull’esplorazione, da parte dell’artista, dell’iconografia classica e della tradizione giudaico-cristiana. L'ICONOGRAFIA SACRA DI PABLO PICASSO La retrospettiva non raccoglie esclusivamente le opere di Picasso: delle 38 opere esposte, infatti, 22 sono da ricondurre all’artista catalano, mentre le altre – provenienti dalla collezione del museo o da prestiti internazionali – sono firmate da El Greco, Paul Rubens, Eugène Delacroix, Francisco Goya e molti altri.  Il percorso espositivo ripercorre ben tre decenni della produzione di Picasso, suddividendosi in altrettanti temi: Iconophagy, (“iconofagia”) indaga l’appropriazione delle immagini del passato da parte di Picasso, anche attraverso le riproduzioni fotografiche che l'artista collezionava compulsivamente; Personal Labyrinth (“labirinto personale”) affronta le sue ossessioni private, che spesso venivano sfogate in modo quasi catartico nella rielaborazione di miti classici; e infine Sacred and Profane Rites (“riti sacri e profani”) si concentra sui riti pagani e sulle allegorie cristiane che ritroviamo nei suoi lavori. [Immagine in apertura: Pablo Picasso, Crucifixion, Paris, 7 February 1930. Musée national Picasso-Paris, Pablo Picasso acceptance in lieu, 1979. © Sucesión Pablo Picasso, VEGAP, Madrid]
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