Allestita a Roma fino al 12 giugno, presso il Palazzo delle Esposizioni, la prima tappa italiana che porta in tour le fotografie finaliste del più importate contest internazionale dedicato al fotogiornalismo, il World Press Photo.

Il Palazzo Delle Esposizioni di Roma ospita, fino al 12 giugno, in anteprima nazionale, le 122 foto finaliste della 65esima edizione del World Press Photo 2022, il più prestigioso concorso internazionale dedicato al fotogiornalismo. La rassegna è ideata dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam. IL WORLD PRESS PHOTO 2022 Da questa edizione l'ambito premio, attivo dal 1955, ha presentato un'importante novità. Oltre alla “giuria globale” (presieduta da Rena Effendi e composta da Ernesto Benavides, Simona Ghizzoni, Tanzim Wahab, N’Goné Fall, Clare Vander Meersch e Jessica Lim), si è servito anche di “giurie regionali”, costituite per selezionare i partecipanti all’interno di sei macro-aree (Africa, Asia, Europa, Nord e Centro America, America del Sud, Sud Est asiatico e Oceania). In linea con una nuova strategia più inclusiva e rappresentativa del mondo, i quattro vincitori finali sono stati dunque selezionati tra i ventiquattro vincitori regionali del 2022, per ciascuna delle quattro categorie in concorso: Singole, Storie, Progetti a lungo termine e Open Format. I VINCITORI DEL WORLD PRESS PHOTO L’ambito premio World Press Photo of the Year 2022 è andato al doloroso scatto Kamloops Residential School, realizzato per il New York Times dalla fotoreporter canadese Amber Bracken. La fotografia ritrae degli abiti rossi appesi a croci in legno piantate sul ciglio di una strada che conduceva a una scuola per bambini indigeni nella British Columbia, Canada. A seguito di denunce di molestie e maltrattamenti, su quella strada, nel 2021, sono state scoperte 215 tombe non contrassegnate, che potrebbero appartenere proprio ai piccoli studenti della scuola.  Il fotografo Matthew Abbott con la sua storia Saving Forests with Fire si è aggiudicato, invece, il premio World Press Photo Story of the Year. Il lavoro, realizzato per National Geographic/Panos Pictures, racconta come gli aborigeni australiani brucino strategicamente il sottobosco attraverso una pratica nota come "combustione a freddo", in cui le fiamme si propagano lentamente in modo da diminuire la produzione di CO2 e contenere il riscaldamento climatico. Il premio per il miglior progetto a lungo termine è stato infine assegnato al brasiliano Lalo de Almeida, mentre la vincitrice della nuova categoria World Press Photo Open Format Award (rivolta a progetti che utilizzano diversi media, dal video, al documentario interattivo, alle foto disegnate) è l’ecuadoregna Isadora Romero con il racconto Blood is a Seed, ispirato alla sua storia familiare. LA FOTOGRAFA ITALIANA IN MOSTRA Menzione d’onore all'unico contributo italiano arrivato in finale. Si tratta di Viviana Peretti, fotografa italiana con base a Bogotà che, con il progetto A portrait of Absence, ha documentato per nove anni il frequente crimine colombiano di sparizione forzata. Il lavoro fotografico, ritraendo le lente e drammatiche vite delle famiglie che sperano nel ritorno dei loro cari improvvisamente scomparsi, rappresenta un vero tributo visivo all'assenza. [Immagine in apertura: World Press Photo Exhibition 2022. Credit photo M3studio]
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